GINEVRA. Imbattendosi nella New Stratos il primo pensiero è: “Ma allora esiste veramente”. Non per mancanza di fiducia nei confronti di Paolo Garella e di Manifattura Automobili Torino. Tuttavia essendo trascorsi ormai otto anni dalla presentazione del progetto originale, ossia la one-off commissionata da Michael Stoschek a Garella, la New Stratos era ormai assurta a chimera automobilistica.

Invece eccola al Palexpo, ammiratissima non solo per il nome magico, ma anche per le linee irresistibilmente vintage, racchiuse in una lunghezza di soli 4,181 metri e plasmate nella fibra di carbonio. A guardarla l'impulso irrefrenabile è di metterla in moto, solo per godere del sound del V8 Ferrari 4.3 litri da 540 cavalli ereditato dalla 430 Scuderia. Che non sarà l'unica motorizzazione disponibile per i 25 esemplari previsti: l'alternativa è quello della 430 Modena da 490 cv. Rossa anche la base: della 430 anche lo chassis in alluminio, accorciato di 20 cm. Peso totale 1247 kg, distribuito per il 44% all'anteriore e al 56% al posteriore.

L'esemplare esposto al Salone deriva dalla 430 Scuderia, con motore abbinato a cambio sequenziale sei marce, vanta una meccanica di primordine. Lo sterzo elettro-idraulico proviene da una 430 GT2, l'impianto frenante è marchiato Brembo, le sospensioni elettroniche ZF Sachs. Completano il panorama i cerchi in lega Fondmetal da 19” che calzano pneumatici Michelin Sport Cup 2.    

Infine prestazioni: da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi, da 100 a 0 in 2,2 secondi, velocità massima 330 km/h orari. Il prezzo, un dettaglio di poco conto per chi vuole aggiungere una pietra esotica a collezione faraonica: 550 mila euro. Esclusa la Ferrari da sacrificare in nome del mito.