IMx Kuro è la visione di Nissan dell’auto a lungo termine. A Ginevra c’è il secondo step di questo progetto, che aveva esordito a Tokio e che in Svizzera ha aggiunto KURO al suo nome. In giapponese significa nero, ma non c’è nulla di oscuro o negativo. Rispetto al primo concept dal punto di vista estetico cambia la griglia.

Il powetrain è composto da due motori elettrici che erogano 435 cavalli e 700 Nm di coppia. Un propulsore per asse garantisce la trazione integrale: l’autonomia dichiarata è di oltre 600 km.

Il plus, in prospettiva, di IMx KURO è l’adozione della tecnologia sperimentale Brain-to-Vehicle (B2V). Ovvero una serie di sensori, in via di sviluppo, che interpretano, o meglio anticipano, il pensiero umano. Captando segnali della mente e anche lo stile e il modo di muoversi in macchina del conducente. In sostanza, punta molto sull’esperienza della raccolta dati.

Le “anticipazioni” virtuose di Brain-to-Vehicle (B2V) sono state quantificate in un vantaggio di 0.2-0,5 secondi rispetto alla normale reazione del conducente. Che in caso di emergenze potrebbero fare la differenza tra un incidente e l’incolumità, tra danni pesanti e leggeri. Ovviamente chi guida deve “indossare” un sensore che possa valutare le onde cerebrali, che poi verranno elaborate.

A supporto di Brain-to-Vehicle (B2V) c’è anche il sistema ProPilot, che in questo caso lavora con un livello 4 di guida autonoma.Tanta tecnologia e anche qualche effetto speciale. L’apertura a libro delle portiere, gli interni essenziali, con un quadro strumenti prodotto tecnologia Oled e volante retrattile. Il pacchetto per il futuro è completo.