La caratteristica più interessante di Piech Mark Zero è nascosto alla vista. La granturismo elettrica nasce su una struttura modulare, in grado di dare origine ad altri due modelli, una quattro posti e un suv, oltre alla sportiva immaginata dal marchio elevetico diretto da Anton Piech e Rea Stark Rajcic. Nulla di nuovo, fin qui.

Speciale Salone di Ginevra

La novità sta nella tecnologia del pacco batterie, fornito dal gruppo cinese Desten. La struttura delle celle fa sì che abbiano un range operativo con minime variazioni di temperatura, durante le fasi di ricarica e quelle di alimentazione dei motori elettrici. Surriscaldamento pressoché azzerato.

Una variazione nell'ordine dei 10° C-15° C sotto ricarica e in fase di sviluppo dell’energia. E’ l’aspetto chiave, che ha permesso l’eliminazione di complessi e pesanti dispositivi di raffreddamento a liquido per ricorrere a un sistema ad aria. Ben 200 kg di risparmio sul peso complessivo, da questa soluzione.

C’è di più. La struttura delle celle e le ridotte oscillazioni termiche consentono una ricarica – da postazioni sviluppate dai cinesi di Qingdao TGOOD Electric – fino all’80% della capacità nominale in appena 4 minuti e 40 secondi.

Prestazioni estreme, ancor più di quelle velocistiche, pure notevoli. Piech Mark Zero dichiara una massa di 1.800 kg ed è motorizzata da tre unità elettriche. Una posta sull’asse anteriore e in grado di sviluppare 204 cavalli, due al posteriore, per 408 cavalli complessivi.

Da zero a cento orari accelera in 3,2 secondi e raggiunge i 250 km/h di velocità massima.

Il progetto di Piech Automotive nasce con una GT dalle proporzioni retrò, linee molto pulite ed essenziali, sinonimo d’eleganza – a bordo, firmata Poltrona Frau nei rivestimenti - e, di fatto, senza tempo.

Compatta nelle dimensioni, Mark Zero è lunga 4,43 metri, con un’impronta a terra di 2 metri, tanto misura in larghezza, a fronte di un’altezza di appena 1,25 metri. Lo sviluppo tecnico è curato da Klaus Schmidt, responsabile dell’ingegneria, con un passato trentennale in BMW M.

Entro 3 anni, il marchio di Piech e Rajcic punta a produrre la granturismo e offrire, in futuro, la piattaforma modulare anche ad altri costruttori. L’archiettura alla base della Mark Zero è in grado di ospitare un motore termico, un sistema ibrido, fino alla totale elettrificazione, a batteria o con fuel cell.

Il concept esposto a Ginevra ospita due pacchi batterie, rispettivamente installati sul tunnel centrale e in corrispondenza dell’asse posteriore.