Una supersportiva ibrida plug-in, da 965 CV complessivi tra unità termica ed elettrica, che fa ampio sfoggio di carbonio e alluminio, dalla tiratura limitata e made in Italy.  Sembra la carta di identità di uno dei gioielli prodotti dalla Motor Valley, una di quelle realtà che tutto il mondo ci invidia, ma questa volta non è così.

Al Salone di Ginevra ha debuttato la Puritalia Berlinetta, supercar progettata e realizzata a mano a Napoli, dimostrazione che anche il sud Italia può dire la sua quando si parla di artigianato applicato all’industria automobilistica.

Forme sinuose, cofano lungo e abitacolo raccolto sul retrotreno. Lo stile della Berlinetta è un omaggio alle coupè degli anni ’60 e ’70 e le citazioni sono un po’ ovunque. “La Cisitalia 202, la Ferrari 250 GTO sono state la nostra fonte di ispirazione” ci ha raccontato il chief designer Fabio Ferrante.

Tocco italiano unito a quello USA, perché la presa d’aria sul cofano e la maschera anteriore ovoidale fa tanto sportiva America e, infatti, Ferrante ha poi confermato il legame tra il frontale della Berlinetta e quello della AC Cobra.

La stessa cura per i dettagli esterni si trova nell’abitacolo. “Non ci sono parti in plastica” ci raccontano con orgoglio per sottolineare la qualità costruttiva dell’auto. Gli elementi in alluminio sono ricavati dal pieno e lavorati a mano, il tunnel centrale è in carbonio a vista e la pelle Nappa è stata utilizzata per i sedili sportivi e gli altri rivestimenti.

La strumentazione è completamente digitale ed è composta dallo schermo da 12”, che sostituisce il classico cruscotto analogico, e da quello touch sulla consolle, da 10” dal quale si controllano le funzioni dell’auto.

La fibra di carbonio non costituisce solo le parti della scocca. Il telaio, infatti, è realizzato in una lega tra carbonio e alluminio per rispondere a criteri di rigidità e leggerezza. Sotto al cofano c’è un V8 di origine Ford Performance, ma del motore dell’Ovale Blu resta solo il basamento. Tutto il resto è stato rivisto dai tecnici nella factory campana, che hanno anche provveduto a abbinare un compressore volumetrico a doppio stadio. Il propulsore eroga così 750 CV a 7000 giri con 878 Nm di coppia.

Il resto della potenza è fornito dal motore elettrico, fornito da Yasa e alimentato da batterie ricaricabili da una presa elettrica, è installato sull’asse posteriore direttamente nel differenziale e fornisce altri 215 CV a vantaggio delle prestazioni della vettura.

Prezzo? “Tutto dipende dalle personalizzazioni” Conclude Ferrante. “Questa macchina è come un abito su misura. Ci possiamo adattare alle richieste del cliente, che non riguardano solo il punto di vista estetico come la scelta di colori o materiali, possiamo intervenire anche su set-up o altre richieste più specifiche. Per esempio, l’auto ha un cambio robotizzato a 7 marce, ma se ci chiedono il manuale, noi abbiamo già progettato i leveraggi per trasformare la trasmissione”.