Subito diversa, basta uno sguardo. Al frontale, con la nuova calandra – rigorosamente a 7 aperture, come storia Jeep vuole -, i nuovi gruppi ottici a led, il riposizionamento dei fendinebbia, l’inedito meccanismo, semplificato, di abbattimento del parabrezza in avanti: da 28 viti si scende a 4. Viva la semplicità. Non solo, perché è una cornice realizzata in alluminio, in un’operazione leggerezza che su nuova Jeep Wrangler 2018 interessa anche il telaio, con un impiego maggiore di acciai ad alta resistenza, il cofano motore in alluminio, come le portiere e il cancello della ruota posteriore, quest'ultimo in un mix di alluminio e magnesio. Tutti alleggeriti. In totale: circa 90 kg di risparmio sul peso, per valori che sono compresi tra i 1.819 kg e 2.034 kg, a seconda della variante di carrozzeria e motorizzazione.

Wrangler sarà 3 o 5  porte, diverse nelle dimensioni, a partire dal passo. Rispetto alla generazione che andrà a sostituire, con l’arrivo sul mercato europeo nel corso del 2018, si registra un incremento del passo di 4 centimetri, un valore di 246 centimetri su Wrangler tre porte che diventano 300 centimetri su Wrangler Unlimited. Lunghezza che dai 4 metri e 22 centimetri della prima passa a 4 metri e 23 centimetri, dai 4 e 75 della Unlimited ai 4 metri e 78. Dati che, incrociati, dicono anche sbalzi ridotti.

Al Salone di Los Angeles debutta in una veste più tecnologica e moderna, che introduce l’infotainment UConnect in due declinazioni – 7 o 8,4 pollici –, la telecamera posteriore di serie, il Blind Spot Monitor e l’avviso di collisione imminente, con frenata d’emergenza automatica. Le modifiche a bordo si concentrano in una maggior razionalità del disegno della plancia, meglio amalgamati i comandi secondari del clima, l’infotainment, le bocchette d’aerazione. A vantaggio della visibilità posteriore vanno i poggiatesta reclinabili.

Al minor peso del progetto Wrangler 2018, che avrà nella versione Rubicon – alternativa agli allestimenti Sport e Sahara – quella in grado di ottenere le prestazioni migliori in fuoristrada, con angoli caratteristici superiori nell’attacco (44°), l’angolo di dosso (27°8’)  e l’angolo d’uscita  (37°) – profondità di guado pari a 76 cm - si abbina il rinnovamento del parco motori. Confermato il V6 3.6 litri aspirato da 285 cavalli e 353 Nm, accoppiato al cambio manuale 6 rapporti o al nuovo automatico 8 marce, dotato di start&stop, sul fronte benzina, spazio al quattro cilindri 2 litri turbo eTorq da 268 cavalli e 400 Nm, interessante per l’adozione di un alternatore-starter a 48 volt, a vantaggio dell’incremento delle fasi di coasting e di start&stop, nonché la possibilità di recupero d'energia in frenata e un marginale contributo in newtonmetri. La terza unità è costituita da un turbodiesel CRD 3 litri V6 da 260 cavalli e 600 Nm. La massa rimorchiabile dichiarata è di 1.588 kg.

Interventi di aggiornamento hanno interessato gli assali Dana, su Rubicon presenti i Dana 44. Quest’ultimo avrà ruote da 33” – insieme cerchio più copertura -, bloccaggio elettronico dei differenziali e barre antirollio scollegabili elettronicamente. Cambia anche l’assistenza alla guida, da un servosterzo idraulico si passa a un dispositivo elettro-idraulico, infine, la mappatura dell’acceleratore drive-by-wire è stata modificata per migliorare la guida a bassa velocità in fuoristrada.  

Futuro anche ibrido?

Guardando oltre il debutto su strada, per Jeep Wrangler potrebbe arrivare anche una versione ibrida plug-in, non prima del 2020, ipotesi lanciata dal palco della presentazione a Los Angeles da Mike Manley, senza scendere nei dettagli tecnici.