DR compie 10 anni e riparte dal Motor Show, dove il marchio di Isernia debuttò proprio nel 2006. Il 2 dicembre a Bologna verranno presentati ben quattro nuovi Suv che arriveranno sul mercato tra febbraio e giugno del prossimo anno. A fare da apripista sarà la quinta versione della DR5, che ha subito, anticipa l'azienda, un restyling importante e viene equipaggiata con un motore 1.6 a doppia fasatura variabile da 126 cv. Alla DR5 seguirà la DR3, uno sport utility compatto (4,2/1,76/1,57 mt) dotato di un motore 4 cilindri 1.4 da 109 cv. Poi sarà la volta della DR4 (4,32/1,76/1,64 mt ) con un motore 1.6 da 120 cv, seguita dalla DR6, la nuova ammiraglia del brand ( 4,5/1,84/1,74 mt) che monterà un 2.0 da 137 cv. Tutti i modelli saranno disponibili anche con cambio Cvt ed alimentazione bi-fuel, sia GPL che metano e saranno commercializzati a prezzi concorrenziali: la DR6 non supererà i 19.900 euro

“Crediamo di poter far meglio rispetto allo 0,25% di quota di mercato raggiunto in passato - ha dichiarato Massimo Di Risio, presidente e fondatore di DR - anche se non siamo obbligati a dover raggiungere a tutti i costi determinati volumi. La nostra ambizione è di raggiungere una quota del 2% del mercato anche attraverso un’espansione della nostra rete di vendita, che al momento conta 60 concessionari. Puntiamo a raddoppiarli in breve tempo”.

Il nuovo progetto di DR si è arricchito, rispetto al passato, di una nuova partnership industriale, quella con il colosso automobilistico cinese Jac, che nel 2015 ha prodotto circa mezzo milione di automobili, di cui circa 350.000 per il mercato interno. Da questa collaborazione è nata la DR4. La citycar DR0 (qui il listino) e gli altri modelli della nuova gamma sono invece il frutto della preesistente ed ora rinsaldata partnership con un altro grande Gruppo automobilistico cinese, Chery, da cui era già nata la DR1

"E’ proprio grazie al supporto dei nostri partner cinesi che abbiamo potuto superare le difficoltà successive alla vicenda Termini Imerese. – ha aggiunto il presidente Di Risio - Dopo essere stati coinvolti nel progetto dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2010 e dopo due anni di lunghe trattative (a fronte dei 6 mesi prospettati inizialmente), in cui abbiamo ottenuto i consensi di tutti i soggetti coinvolti, Regione Sicilia, sindacati e forza lavoro, il nostro piano è stato messo da parte dal governo Monti, subentrato nel 2012 a quello di Berlusconi. Intanto nel corso delle trattative, in attesa di trasferire la produzione in Sicilia, la nostra azienda era praticamente rimasta ferma. Abbiamo perso circa 1 milione di euro al mese ed alla fine questo sacrificio non solo è risultato vano ma ci è costato caro. Credo che sia stato un grandissimo errore non portare avanti il nostro progetto. Per noi, per il paese e soprattutto per le tante persone rimaste senza lavoro. Noi siamo dovuti ripartire da zero ed oggi eccoci qui, di nuovo in pista. Questo è motivo di grande orgoglio”.

Motor Show 2016: date, biglietti e info utili