Il padiglione 22 del Motor Show di Bologna merita una visita: gli appassionati di sportive possono infatti ammirare l’hypercar Frangivento Asfanè e l’inedita concept car “Asfanè” nella nuova versione HyperSportItalia disegnata da Giorgio Pirolo e realizzata da Paolo Mancini grazie all’apporto del know-how di aziende rigorosamente italiane.

È rosso lambrusco in onore del salone bolognese ma ha un cuore green, la prima supercar italiana full electric che fa dell’aerodinamica attiva la propria caratteristica principale, grazie a un design concentrato in 4600 mm di lunghezza, 2050 mm di larghezza e 1150 mm di altezza. Il tutto realizzato con la migliore creatività e la massima abilità artigianale italiana, con la carrozzeria in alluminio battuta a mano secondo l'antica tradizione dei battilastra torinesi. 

«Si chiama “Asfanè” – racconta Giorgio Pirolo, creativo bellunese di 36 anni – perché “Asfanè”, “non si può fare”, è la frase che mi sono sentito ripetere spesso quando bussavo a tante grande grandi aziende automobilistiche piemontesi. Non mi sono demotivato ed ho deciso di chiamare provocatoriamente l’auto in questo modo perché, invece, ce l’abbiamo fatta»

Un concetto che sostiene con convinzione anche l'imprenditore torinese Paolo Mancini: «Asfanè è la nostra risposta vincente, uno sguardo verso il futuro ed una sfida a chi non crede più nel saper fare italiano che dopo 100 anni di storia mi permetterà di traghettare nel nuovo secolo dell’auto tutta la nostra esperienza manifatturiera. Un bagaglio di immenso valore da salvaguardare e da non far in alcun modo estinguere, affinché le maestranze delle prossime generazioni attraverso la formazione possano appassionarsi come me e mantener vivo l’interesse per il patrimonio della carrozzeria italiana»

Una vettura "laboratorio", a partecipazione esclusivamente italiana, sulla quale ogni partner ha sviluppato e apportato le sue ultime tecnologie. Frangivento è una social car che comunica con l’esterno grazie a transponder NFC programmati per dialogare con l’utente, dispone di una nuova tecnologia che, grazie ad un sistema di sensori, le permette di monitorare le performance in pista fornendo feedback e selfie in tempo reale su smartphone o pc. La macchina è dotata di un telaio modulare studiato per ospitare sia una propulsione elettrica che una ibrida Nel caso dell’elettrica si ipotizza una potenza di 660 kw continuativi con 4 motori flusso assiale, ripartiti in 260 kw all’avantreno (2 x 130kw) e 400 kw al retrotreno (2 x 200 kw).