Certificata SVO. Significa garanzia di prestazioni, dal motore anzitutto, ma non solo. Jaguar F-Pace SVR debutta al Salone di New York, in attesa di dire la propria su strada, prima tappa il prossimo maggio, data di apertura degli ordini in Italia, con un listino da 103.250 euro. Dirla in relazione alle avversarie del segmento D dei suv, accreditate di trattamenti ad hoc, rivolti all'estrazione delle massime performance. Stelvio Quadrifoglio e Mercedes-AMG GLC 63, ma anche Porsche Macan Turbo Performance, sebbene accusi un certo divario alla voce cavalleria. Aspettando un'Audi Q5 firmata RS che non tarderà a unirsi alla compagnia, come farà BMW attraverso veri modelli M di X3 e X4.

Il grande classico di casa Jaguar-Land Rover, quando si parla di prestazioni, è il propulsore V8 5 litri sovralimentato mediante compressore volumetrico. Unità conosciuta, che nell'applicazione specifica contiene l'esuberanza a 550 cavalli e 680 Nm. Altro, di più, sarebbe potenzialmente in grado di offrire. Numeri che promettono di muovere con leggiadria le 2 tonnellate di massa complessiva. Non solo in linea retta, non solo sullo zero-cento da 4”3 o nella punta massima di 283 km/h, sulla quale incide anche il perfezionamento aerodinamico prodotto. Alle aperture maggiorate, per esigenze di raffreddamento del V8 – inconfondibile il modello non solo per la sigla SVR, ma anche per le aperture sul cofano motore – si legano altri condotti funzionali a ridurre la portanza sull'asse anteriore, generata dalle turbolenze nel vano ruota, e, in coda, sfoghi d'aria per staccare al meglio i flussi, operazione alla quale contribuisce lo spoiler con un doppio profilo.

Rendere prestazionale un suv delle dimensioni e della massa di F-Pace richiedeva correttivi mirati sull'assetto. Gli ammortizzatori adottano molle più rigide all'avantreno del 30%, del 10% al retrotreno, abbinate a barre antirollio maggiorate nel diametro e in grado di limitare il rollio del 5%. Non manca il controllo adattivo dell'assetto, né la modalità di guida Dynamic, a impattare sulla resa del cambio Quickshift 8 marce, firmato ZF, la risposta del servosterzo elettronico e del propulsore. Se l'occhio è appagato dal pacchetto aerodinamico e dai cerchi da 21 pollici di serie – optional il set da 22 pollici, forgiato, che limita le masse non sospese di 2,4 e 1,7 kg tra anteriore e posteriore – l'orecchio è coccolato dal sound rauco del V8, note suonate dallo scarico sportivo, 6,6 kg più leggero della specifica solitamente adottata su F-Pace.

Sulla dinamica di marcia in curva incide anche la presenza del differenziale posteriore elettronico, altra prima per il suv del Giaguaro. Resta un'area, ancora, da approfondire. Il reparto freni. Impianto chiamato a sostenere un carico di lavoro enorme, nel combinato disposto di massa e prestazioni. Dischi freno realizzati in due pezzi, con pinze a 4 pistonicini davanti, diametro generoso replicato sui due assi: 395 millimetri per i dischi anteriori, 396 millimetri i due posteriori.

L'abitacolo ruota intorno a conferme e innovazioni. Multimedialità e strumentazione ricadono sotto il Touch Pro ben noto, schermi rispettivamente da 10 e 12,3 pollici. La consolle centrale rimpiazza il selettore a rotella con una leva Sport Shift più consona al DNA di F-Pace SVR, sebbene sia facile immaginare un ricorso più intenso alle levette del cambio poste dietro al volante, realizzate in alluminio come la pedaliera.

E' una sportività tutt'altro che spartana, quella espressa dagli interni. Sedili dalla scocca sì assottigliata nello schienale, senza rinunciare, però, al rivestimento in pelle bicolore, con motivo a losanga e logo SVR in rilievo. Impostazione ripresa anche per due delle tre sedute posteriori, con poggiatesta integrato diversamente dal sedile centrale.