Stupisce Genesis a New York. Per una G70 che è berlina media da gettare subito nella mischia, il brand premium di casa Hyundai anticipa una visione. Di stile, di interpretazione del tema elettrico, di velleità sportive. Ha ambizioni da gran turismo, Genesis Essentia Concept, che nel design - area diretta da Luc Donckerwolke - ha le carte più valide e convincenti. Il nome richiama linee tese, senza ghirigori, che sfruttano al meglio le opportunità offerte dal mondo dell'elettrico. Risolto il nodo del pacco batterie, del suo posizionamento nonché dell'aggravio di peso, i benefici dettati dagli ingombri differenti dei motori elettrici (schema "multi-motore", anticipa il marchio) rispetto alle unità endotermiche permettono di estremizzare le forme dell'avantreno, bassissimo tra gli archi passaruota.

Essentia deve contribuire a creare l'identità di marca, Genesis nata per confrontarsi nelle fasce alte del mercato, con non celate ambizioni di lusso espresse in prima battuta dalla G90. La show-car presentata al Salone di New York colpisce nel segno, per le proporzioni perfette, la cellula abitacolo arretrata e la “bolla” a raccordare la coda con l'avantreno, che lascia a vista parte della meccanica,: sotto il pannello trasparente si intravedono gli ammortizzatori collegati al puntone delle sospensioni. Da corsa non è solo lo schema push-rod con triangoli sovrapposti, lo è anche il telaio monoscocca in fibra di carbonio, lo è la ricerca aerodinamica, con aperture sul muso che offrono la strada migliore sulla quale indirizzare i flussi d'aria, per ridurre la resistenza all'avanzamento. Prestazione (3" la stima del tempo necessario in accelerazione, sullo 0-100 km/h) e non solo, per un'elettrica vuol dire impattare sull'autonomia di marcia.

La visione Genesis di una GT elettrica immagina il posizionamento del pacco batterie in senso longitudinale, all'interno del tunnel tra i sedili, quattro posti che nei materiali, nei colori e nelle forme dell'abitacolo, richiamano storiche gran turismo del passato. Pelle e velluto per i rivestimenti, alternati alla fibra di carbonio, altre “pelli”, orientate per offrire un marcato effetto tridimensionale. Non meno pregiato è il ricorso a vetro e alluminio, sulla fascia centrale, il volante e la plancetta sul tunnel.

Si proietta al futuro con portiere dall'apertura a elitra, sfoggiando luci a led laser, i sistemi di interfaccia V2X e V2V - l'auto in grado di comunicare con l'infrastruttura, altri veicoli e, persino, le abitazioni intelligenti -. Altro tocco hi-tech, la presenza sui montanti centrali di scanner per le impronte digitali nonché il riconoscimento facciale: si accede così a bordo. Quasi superfluo dire della presenza di un sistema di autoapprendimento dalle preferenze del guidatore, in grado di suggerire i percorsi più idonei in base allo stile di guida e regolare di conseguenza la posizione di guida, la risposta del motore, dell'assetto, i parametri audio.

Di quello che è un interessantissimo esercizio di stile firmato Genesis, probabilmente il dettaglio che più in fretta troverà diritto di cittadinanza nella quotidianità del marchio è l'evoluzione del sistema Genesis Intelligent Assistant, oggi app e assistente personale, su Essentia con il supporto del dialogo bidirezionale e consente il controllo completo dei parametri dell'auto.