Molti ricorderanno la Ferrari 250 GTO Berlinetta battuta all'asta nel 2014 per oltre 38 milioni di euro. La punta dell'iceberg di un mercato che rende in percentuale più dell'oro e il cui volume globale è stato valutato in 4 miliardi di dollari (fonte International Business Times). Quella per le auto classiche non è solo una  passione ma un investimento, capace di fruttare dal 10 al 20% in un solo anno. E di coinvolgere, lo confermano le crescenti presenze ai saloni e alle aste di settore, sempre più persone sia in Italia che in tutta Europa. 

Perché una bottiglia di una grande annata, una volta stappata va bevuta per forza. Una moneta antica la si custodisce in cassaforte o al massimo si ammira protetta da una teca. Il bello di un'auto classica è che la si può guidare, anche in luoghi splendidi. Un esempio su tutti la Coppa d'Oro delle Dolomiti, la “Mille Miglia delle montagne”, pronta a celebrare il 70° anniversario.

Dal 20 al 23 luglio, gli stessi giorni della prima edizione vinta da Ammendola su Alfa Romeo 6C nel 1947, partenza da Cortina d'Ampezzo per un'edizione speciale della gara di regolarità, cui partecipano complessivamente circa 130 vetture che affrontano oltre 500 km, tra Passo Pordoi, Falzarego, Rolle, Passo Cimabanche, Misurina, Canazei, Belluno e i luoghi simbolo della Prima Guerra Mondiale. 

Un matrimonio d'interesse vincente, quello tra la Coppa e il proprio territorio d'origine, capace di far apprezzare ai numerosi partecipanti stranieri (prevenienti mediamente da 15 paesi) tanto gli scenari alpini quanto le eccellenze enogastronomiche e l'artigianato locale. Considerando gli equipaggi, oltre 250 persone, il personale dell'organizzazione e i media, la carovana a motore è composta da oltre 500 persone. Senza considerare i turisti, che hanno l'opportunità di assistere a uno spettacolo unico, grazie alla partecipazione di vetture rare e preziose. 

Per essere ammesse le oltre 100 macchine che partecipano alla gara devono essere state costruite tra il 1919 e il 1961, cui si aggiunge una categoria speciale dedicata a circa 30 Ferrari. Una delle protagoniste indiscusse dell'edizione 2017 è senza dubbio la Zanussi Fontebasso Sport (vedi foto sopra). Costruita da Fioravante Zanussi con l'aiuto della carrozzeria Vendrame di Mareno di Piave, partecipò alle edizioni '49 e '50 della Coppa d'Oro di velocità con l'equipaggio formato da Antonio Primo Fontebasso e Diego Zanotto, primi proprietari della macchina. Più recente ma altrettanto entusiasmante l'esemplare di De Tomaso Mangusta pilotata dal figlio del designer che ne creò le forme, Fabrizio Giugiaro

 

Un vero habitué della gara è il presidente dell'Aci, nonché Aci Storico, Angelo Sticchi Damiani (nell'immagine d'apertura), che ha definito la Coppa d'Oro “un appuntamento imperdibile nel calendario del motorismo storico e che offre la possibilità di vedere correre nell'affascinante scenario delle Dolomiti le auto protagoniste della nostra tradizione. Un mix magico che riesce a entusiasmare i tanti turisti e curiosi che si avvicinano alla corsa e diventano immediatamente ambasciatori del valore storico e culturale dell'heritage a quattro ruote”.