Negli anni '80 era un mito. Tra i proprietari famosi c'erano Mike Tyson, Tina Turner, Eddie Van Halen e Sylvester Stallone. Che contribuì a appiccicarle il soprannome di "Rambo Lambo". Stiamo ovviamente parlando della Lamborghini LM002, fuoristrada tanto eccessiva ed esagerata quanto avanti coi tempi, in un'epoca in cui non si parlava certo di sport utility.

Tra il 1986 e il 1992 ne vennero realizzate in totale 300 unità e a 25 anni dal termine della produzione la Casa di Sant'Agata rispolvera il super Suv a pochi mesi dall'atteso debutto di Urus, fissato per il 4 dicembre.

Lo sviluppo della LM002 iniziò come un progetto finalizzato alla messa a punto di un fuoristrada dalle prestazioni elevate per uso militare alla fine degli anni '70, chiamato Cheetah. Giulio Alfieri, ingegnere dello staff Lamborghini, recuperò il progetto nel 1981 con la LM001: si trattava di un concept innovativo con motore in posizione posteriore, cui seguì il prototipo LMA, su cui invece il gruppo di propulsione venne collocato in posizione anteriore. 

Il modello destinato alla produzione della LM002, con carrozzeria realizzata in alluminio e fibra di vetro, fu presentato per la prima volta al Salone dell'Automobile di Bruxelles nel 1986, andando così a definire il progetto finale: il V12 derivato dalla Countach Quattrovalvole aveva una cilindrata di 5.167 cc e 450 cavalli a 6.800 giri/min, abbinato alla trazione integrale. 

La LM002 era estrema non solo nell'estetica: in grado di affrontare pendenze del 120% poteva anche  raggiungere velocità superiori ai 200 km/h, e di affrontare le dune del deserto grazie ai pneumatici Pirelli Scorpion progettati ad hoc. Tanto che l'ex dittatore della Libia, Gheddafi, la volle nella sua collezione. 

Un modello a suo modo rappresentativo di un decennio esagerato e capace di lasciare il segno: i rari esemplari in vendita hanno raggiunto quotazioni che vanno da 300 mila a oltre 400 mila euro.