IMOLA. Appassionati e non di tutte le età: non perdete l’occasione! In questo week end a Imola va infatti in scena l’enciclopedia delle corse, con quasi 300 piloti in pista, tra ex-professionisti e privati. C’è la Ferrari, con tutte le sue monoposto più rappresentative, finite nelle mani di facoltosi clienti: tedeschi, inglesi, olandesi, americani e anche italiani. Si va dalla “640” pilotata da Alain Prost nel 1990, alle varie monoposto pilotate da Michael Schumacher, compresa quella iridata nel 2004, ultimo titolo di sette per lo sfortunato pilota tedesco.

Ma non basta. Motor Legend Festival, alla sua prima edizione, promette di essere un appuntamento da non perdere anche in futuro. Oltre alle Ferrari, molte delle F1 che hanno calcato le piste dal 1966 a metà anni ottanta. Insomma monoposto come Lotus, Williams, Arrows, Benetton, Shadow, Tyrrell, Ensign, Tecno, Merzario e Hesketh. E persino la March con la quale Vittorio Brambilla colse la sua unica vittoria nel Gp d’Austria del 1975. Durante le prove è balzato agli occhi (e alle orecchie) di tutti l’antica melodia dei motori di F1. Il celebre maestro Von Karajan, paragonò il suono del 12 cilindri Ferrari alla più bella e inimitabile delle sinfonie. E aveva ragione.

Tra l’altro nell’hospitality Martini, oltre alle Lancia Delta Integrali, c’è anche la Porsche 917, vincitrice a Le Mans nel 1970 e 1971 e in grado di superare i 400 km/h sul famoso rettilineo delle Heunadieres. Forse la più bella auto da corsa mai costruita, che lo stesso Von Karajan si fece preparare in una versione (si fa per dire) stradale. Sabato e domenica si prosegue. Con personaggi passati, anch’essi, alla storia della corse. Come Giacomo Agostini, già venerdì in sella alla sua MV Agusta e detentore di 15 titoli mondiali.

Presente anche Arturo Merzario, pilota di Abarth, Ferrari, Alfa Romeo. Nel paddock anche l’Alfa 33 TT12 con la quale trionfò, a partire dal 1975 nel mondiale sport prototipi. Tra i piloti di rango atteso anche Riccardo Patrese, che concluse la sua carriera alla Benetton accanto ad uno scomodissimo (per lui) Michael Schumacher. Ed anche l’istrionico Renè Arnoux, pilota in F1 di Renault e Ferrari. Domenica, infine, grande attesa per uno dei piloti più eclettici che la storia delle corse abbia mai avuto, ovvero il belga Jacky Ickx. Ospite illustre alla presentazione del libro di Mauro Forghieri “La Ferrari secondo Forghieri dal 1947 ad oggi”,  a capo del reparto corse di Maranello dall’inizio degli anni sessanta a metà anni ottanta. Lo stesso Ickx  piloterà la 312B del 1970 (di proprietà dell’industriale Paolo Barilla), che con il belga sfiorò il titolo in quella stagione, titolo andato postumo a Jochen Rindt e alla sua Lotus 72. Le porte dell’autodromo sono aperte oggi e domani, rispettivamente a 25 e a 35 euro a testa, se si opta, nel secondo caso, per il biglietto cumulativo.