Da Ferruccio a Tonino, il figlio nato a Cento (Ferrara) nel 1947 e fondatore nel 1981 dell’omonimo marchio “Tonino Lamborghini Style and Accessories” (poi diventato semplicemente “Tonino Lamborghini”), di acqua ne è passata sotto i ponti. Anche se la capacità imprenditoriale non si è per nulla dispersa, tanto da far emergere ancora questo cognome nel mondo.

Un marchio al quale Tonino tiene particolarmente, non volendo giustamente confonderlo con quello di Lamborghini Automobili, passata già da diverso tempo nella mani dell’Audi, dopo vari passaggi di proprietà, il primo dei quali avvenne proprio da parte del padre Ferruccio nel lontano 1974, in piena crisi petrolifera, quando la domenica gli italiani giravano a piedi e le luci delle città erano spente.

Tonino Lamborghini sa sempre come far parlare di sé. E stavolta lo ha fatto invitando presso il suo Museo di Funo di Argelato (a pochi chilometri da Bologna) vip, forze armate, magistrati, avvocati, giornalisti. Il tutto per presentare il suo ennesimo libro (per la precisione l’ottavo) intitolato “Ferruccio Lamborghini e i Trattori”.

Già, proprio quei trattori che fecero la fortuna di un uomo che osò sfidare Enzo Ferrari, quando si decise a costruire delle Gran Turismo. “Ero sempre più convinto che i contadini della Bassa, con i loro piccoli poderi, avessero la necessità di un trattore per poter lavorare al meglio e senza patire giornate massacranti. Mi sentivo in grado di soddisfare questa richiesta e decisi di costruire mezzi economici e potenti”.

Parole di Ferruccio, riportare nel libro di Tonino, coordinato da Giuliano Musi, un giornalista per anni in forze al Corriere dello Sport. Un libro che di fatto è la prima pubblicazione che raccoglie tutti i modelli dei trattori Lamborghini prodotti da Ferruccio, grazie a una minuziosa catalogazione di schede tecniche originali, foto ufficiali e depliant. Con un racconto esaustivo del tessuto economico e sociale del territorio emiliano dalla fine della guerra agli anni sessanta, in cui Lamborghini fu uno dei principali protagonisti, “imprenditore illuminato”, come viene tuttora definito.

Toccante il ricordo di Vittorio Belletti, 90 anni portati bene. Insieme a Ferruccio fecero il primo trattore, battezzato “Carioca”, grazie a vari pezzi meccanici acquistati, e venduti a peso, presso le basi Arar delle truppe americane presenti a Livorno. Era il 1948. C’era un Italia che cercava di rinascere, anche grazie alla tenacia di uomini come Lamborghini. Per chi volesse visitare il Museo, che racchiude i tanti trattori Lamborghini così come la splendida Miura, questi i recapiti. 

Museo Ferruccio Lamborghini c/o Tonino Lamborghini Forum
via Galliera 319 – 40050 Funo di Argelato (BO) – 051862628
www.museolamborghini.com 
Per visite: reservation@museolamborghini.com