La madre di tutti i SUV Skoda nacque oltre cinquanta anni fa. A sorpresa, non “oltre cortina” ma letteralmente all’altro capo del mondo. Skoda Trekka è una vettura particolare. Concepita quando la cortina di ferro tra Nato e Patto di Varsavia era molto salda. E Skoda, al vertice dell’industria prima delle seconda guerra mondiale, era solo un pallido ricordo delle glorie passate.

Trekka però non è stato un prodotto dell’area filo-sovietica, ma la prima vettura progettata, pur con la collaborazione della Casa madre a Mlada Boleslav, e costruita in Nuova Zelanda. Proprio così, la risposta “kiwi” al Land Rover Defender. In effetti l’estetica è molto ispirata alle Land Rover di II e III Serie, a quei tempi riferimenti assoluti.

In sostanza, correva l’anno 1966, si tratta di un mezzo agricolo carrozzato da fuoristrada, realizzato sulla base dell’allora Skoda Octavia Combi. Con passo accorciato da 289 a 271 centimetri. Fu Prodotta in 3.000 esemplari, nelle carrozzerie wagon e pick-up, fino al 1973.

Numeri piccoli in assoluto. Ma per la Nuova Zelanda e i mercati limitrofi, ovvero Indonesia e Australia, fu un successo. Quindi volante a sinistra e cambio a destra. Spinta da un 4 cilindri benzina da 47 cavalli, prima assemblata dalla “Phil Andrews Motor Lines” e poi dalla “Motor Holdings”. Molte componenti erano prodotte in Nuova Zelanda, quelle meccaniche arrivavano dalla Casa madre Skoda a prezzi competitivi.

L’avvento dei fuoristrada giapponesi, un altro “vicino” del Pacifico, più moderne e meno spartane, decretò la fine della produzione. Skoda Trekka è rimasta nei cuori: quindici anni fa fu esposta alla Biennale di Venezia per opera dell’artista neozelandese, ça va sans dire, Micheal Stevensen. Ce ne sono solo sei in Europa, quella che vedete nella gallery è un modello speciale, nel colore della sabbia neozelandese.