Una rarità, pronta per essere battuta all’asta. Passerà dal martello di RM Sotheby’s il prossimo 15 agosto a Montherey, tradizionale sede della Car Week con il Concorso di Pebble Beach. Se Porsche 356 è il momento col quale si fa coincidere l’inizio di una storia lunga 70 anni e più.

NATA PER CORRERE DA BERLINO A ROMA

Prima, Ferry Porsche al servizio di Volkswagen. Prima, il progetto KDF Wagen. Ovvero, quella che diverrà Porsche Type 64 e sarà la prima auto a portare il nome Porsche sul cofano.

Correrà e vincerà negli anni Cinquanta, dopo essere nata per una corsa mai disputata perché la storia scrisse altre pagine che non la Berlino-Roma del 1939. Doveva dimostrare l’efficienza delle prime Autobahn tedesche, il III Reich chiese a Volkswagen di realizzare tre auto da corsa che andassero a vincere i 1.500 km dell’Asse.

Ferdinand e Ferry Porsche lavorarono alla KDF Wagen, ne realizzarono un esemplare, prima che gli eventi bellici della Seconda guerra mondiale scrivessero la storia.

AL RESTAURO LAVORÒ PININ FARINA

La personalissima pagina della Type 64 vedrà il primo esemplare protagonista di un incidente, Ferry Porsche ostinatamente a produrre una seconda auto e, sul telaio della prima, anche una terza.

Ecco, l’enormità del rilievo storico della Type 64 sta, anche, nell’essere un esemplare progettato da Ferdinand e Ferry Porsche, al quale ha lavorato Battista Pinin Farina, incaricato nel 1947 del restauro di uno dei due esemplari superstiti. Nel trasferimento della famiglia Porsche in Austria ne resterà solo uno, il telaio numero 38/41 con motore 38/43, tramandatosi in condizioni assolutamente originali fino a oggi.

Potrebbe raggiungere i 20 milioni di dollari di valore all’asta, auto che verrà accompagnata da una corposa documentazione e fotografie.

Linee aerodinamiche, carrozzeria e telaio in alluminio, motore della Volkswagen Typ 1 ma portato a 35 cavalli. Le condizioni dell’auto possono considerarsi eccellenti, con tutte le imperfezioni e le rughe del tempo ben presenti.