Ha convinto già 3.300 norvegesi a prenotare un esemplare. Opel Ampera-e si presenta come un'alternativa assolutamente concreta, per dirla con le parole di Karl-Thomas Neumann, amministratore delegato di Opel, alle berline ad alimentazione tradizionale: è «un’automobile elettrica adatta a un utilizzo quotidiano. Non si tratta di un modello ecologico di lusso, di un gingillo o di una seconda auto». Tra le "ansie" ricorrenti di un pubblico restìo ad avvicinarsi al mondo delle elettriche a batterie, quella dell'autonomia di marcia.

I risultati ottenuti dalla Ampera-e assicurano valori più che consoni all'utilizzo medio, assicurando ben 380 km di autonomia con una singola carica, valore rilevato nel ciclo WLTP, che diventano addirittura 520 km se il ciclo di omologazione di riferimento è il NEDC. Va da sé che lo stile di guida incide notevolmente sulla percorrenza, tuttavia, la capacità del pacco batterie agli ioni di litio, 60 kWh per alimentare un motore elettrico da 204 cavalli, è tra le proposte migliori sul mercato per il segmento di appartenenza (4 metri e 16 di lunghezza, con un ampio bagagliaio da 381 litri).

La composizione delle batterie vede 288 celle disposte in 8 moduli da 30 celle ciascuno e 2 moduli da 24 celle, pacco disposto per formare un elemento integrante con la zona inferiore del telaio della Ampera-e. Là dove l'infrastruttura di ricarica è più avanzata e si può ricorrere a caricatori rapidi da 50 kW, bastano appena 30 minuti per avere una quantità di carica sufficiente per coprire 150 chilometri.

Con la garanzia di 8 anni o 160 mila chilometri sulla batteria si ha anche la tranquillità di un utilizzo a lungo termine protetti dalla copertura Opel.