E' un patrimonio tecnologico enorme, da tutelare a tutti i costi. I "sensi" necessari per implementare soluzioni di guida autonoma di livello 4 richiedono anni e anni di sviluppo, nonché investimenti tali da rendere più costoso l'insieme di sensori di un veicolo autonomo dell'auto stessa. Waymo, divisione di Google impegnata nello sviluppo di un sistema di automazione della guida, cita in giudizio Uber, accusata di aver sottratto informazioni sensibili e la tecnologia proprietaria utilizzata nella progettazione dei sensori LiDAR.

Si tratta del cardine dal quale far partire la ricerca sui veicoli autonomi e quanto contasse per Waymo aver creato un insieme di sensori ricorrendo alle proprie competenze, senza fare affidamento a fornitori esterni, era stato ampiamente sottolineato in occasione del lancio della flotta di mini-van impegnati nei test su strada negli USA. Anzitutto, come funziona la tecnologia LiDAR. Permette di ricostruire fedelmente gli oggetti presenti su strada e nell'ambiente circostante l'auto, rappresentandoli tridimensionalmente e con un'elevata accuratezza nella misurazione della distanza dall'auto.

Raggi laser a elevetissima frequenza - nell'ordine dei milioni di impulsi per secondo - vengono emessi dai tre tipi di LiDAR in uso sui veicoli Waymo, e in funzione del tempo necessario perché il raggio rifletta sulla superficie si compone l'immagine 3D. La tecnologia permette, ad esempio, non solo di rilevare i pedoni, ma interpretare anche in quale direzione siano rivolti, così da prevedere le possibili azioni.

Un LiDAR a corto raggio è incaricato di fornire una visione di cosa stia intorno al veicolo, uno a lungo raggio legge lo scenario fino a 200 metri e oltre di distanza, registrando anche i minimi movimenti in piena velocità, un terzo LiDAR ad alta risoluzione opera insieme ai due sensori laser elencati per creare l'immagine 3D.

Waymo accusa Uber di aver sottratto le informazioni sensibili: «La tecnologia LiDAR di Uber è attualmente la tecnologia LiDAR di Waymo», è quanto riporta l'agenzia Reuters dell'esposto depositato in California dalla divisione Google Alphabet. Uber ha replicato confermando che analizzerà attentamente le accuse mosse contro la società, i suoi impiegati e la divisione Otto, rilevata lo scorso agosto per 680 milioni di dollari, secondo quanto indica Waymo. Otto è stata co-fondata da un manager di punta del progetto guida autonoma di Google nel mese di maggio 2016, Anthony Levandowski, accusato da Waymo di aver tentato di cancellare le prove del furto di informazioni attuato -.