Nello scorso mese di gennaio la Norvegia è entrata nella storia, avendo immatricolato per la prima volta più auto ibride (33,8%) ed elettriche (17,6%) che a motore termico (48,6%). Risultato che potrebbe ripetersi anche nel mese di marzo, confermando i risultati di una politica ben precisa delle istituzioni norvegesi. Così la Norvegia si conferma ancora una volta come il secondo paese al mondo per vendite di auto elettriche ed elettrificate, secondo solo alla Cina che sta puntando fortissimamente su queste tecnologie per ridurre il problema dell’inquinamento che attanaglia le sue metropoli.

Anche il parco circolante norvegese, con oltre mezzo milione di elettriche e ibride, non è da poco. Del resto non potrebbe essere altrimenti, visto quanto è vantaggioso possedere una di queste auto in Norvegia. Oltre agli incentivi erogati sotto forma di detrazione dalle imposte, si viaggia gratis su traghetti e autostrade, si possono utilizzare parcheggi riservati e financo le corsie preferenziali del trasporto pubblico; un vantaggio, quest’ultimo, che gli automobilisti norvegesi apprezzano in particolar modo.

A questo si aggiunge la continua installazione di colonnine di ricarica – saranno 10 per ogni auto elettrica o elettrificata entro il 2020 – e l’annuncio di vietare totalmente le vendite di veicoli ad alimentazione tradizionale a partire dal 2025. Una politica certamente “totalitarista” ma che intanto sta portando all’abbattimento delle emissioni medie di CO2 per le auto di nuova immatricolazione, fino al livello di 85 g/km.