La mobilità alternativa è il tema principe dell’automotive contemporaneo. Car sharing, ride sharing, e-mobility: auto elettriche, da condividere, possibilmente autonome. Ma c’è chi vola alto, pensando (e non solo) al trasporto passeggeri aereo in ambito urbano. A partire da Uber, tentacolare provider di mobilità presente in oltre 600 città del mondo. Che ha presentato Elevate, nuovo ambizioso progetto di trasporto on-demand utilizzando droni autonomi a propulsione elettrica. 

L’idea di partenza nasce da constatazioni quantomai semplici: nella Bay Area di San Francisco per percorrere una distanza di 90 km occorrono mediamente 2 ore, con un drone ne basterebbero 15. Uber sta dunque sviluppando una flotta di veicoli a decollo e atterraggio verticale (VTOL) meno costosi e più silenziosi del tradizionale elicottero. Ovviamente i problemi infrastrutturali e logistici da affrontare sono non banali, a partire dall’omologazione dei droni da parte della autorità preposta (la US Federal Aviation Administration negli Stati Uniti e la European Aviation Safety Agency in Europa). Così come l’autonomia dei velivoli: nella relazione diffusa da Uber si legge che le attuali batterie è insufficiente a garantire voli a lungo raggio. Senza dimenticare le implicazioni sul traffico aereo: i cieli delle grandi metropoli, come ad esempio San Paolo, già oggi sono solcati ogni giorno da centinaia di elicotteri privati. 

Tuttavia il managment di Uber è fiducioso e il colosso di San Francisco ha siglato un accordo con la Nasa per sviluppare un sistema di gestione del traffico a bassa quota (Unmanned Traffic Management, Umt). Nonché un contratto con la Sandstone Properties per sviluppare i punti di atterraggio e decollo nella città, gli Skyport. Sandstone ha circa venti edifici in punti strategici dell'area di Los Angeles che entreranno a far parte dell'Uber Elevate Network. 

L’obiettivo è creare un nuovo servizio, UberAir, attraverso una flotta di droni a decollo e atterraggio verticale pilotati da un’intelligenza artificiale e capaci di trasportare fino a quattro persone. Con tariffe abbordabili, in linea con quelle di UberX (il servizio premium con berline nere). Il programma presentato da Uber prevede di iniziare i test entro il 2020 a Los Angeles, Dallas e Dubai, per debuttare entro il 2028, anno delle Olimpiadi a Los Angeles.

Uber non è l’unica azienda a guardare verso il cielo. Al Salone di Ginevra 2017 Airbus e Italdesign hanno presentato Pop.Up il prototipo di velivolo elettrico e autonomo (vedi foto in alto) pensato per viaggiare su strada e per volare, una citycar in fibra di carbonio lunga 2,6 metri che all’occorrenza viene sollevata da quattro rotori. 

Poi ci sono i cinesi di Ehang: il drone 184 (anche in questo caso elettrico e autonomo) ha già effettuato i primi test e si prepara a inaugurare un servizio taxi aereo a Dubai già dall’estate 2018. L’elenco delle start-up volanti è lunghissimo e comprende, ad esempio gli statunitensi di Terrafugia con l’auto volante TF-X, progetto simile a quello degli slovacchi di AeroMobil e agli israeliani di Urban Aeronatics