A un mese dall’incidente di Tempe, in cui un veicolo a guida autonoma Uber ha investito e ucciso una ciclista, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti dà il via libera alle smart road e alla sperimentazione su strada dei veicoli a guida automatica. La Gazzetta Ufficiale definisce un «veicolo a guida automatica», un veicolo dotato di tecnologie capaci di adottare e attuare comportamenti di guida senza l'intervento attivo del guidatore, in determinati ambiti stradali e condizioni esterne. Non e' considerato veicolo a guida automatica un veicolo omologato per la circolazione sulle strade pubbliche italiane secondo le regole vigenti e dotato di uno o piu' sistemi di assistenza alla guida, che vengono attivati da un guidatore al solo scopo di attuare comportamenti di guida da egli stesso decisi e che comunque necessitano di una continua partecipazione attiva da parte del conducente alla attivita' di guida.

Ossia: il cruise control adattivo, per esempio, non è secondo la legge uno strumento di guida autonoma. La norma prevede inoltre la figura del «supervisore»: l'occupante del veicolo, il quale dovrà essere sempre in grado di assumere il controllo del veicolo indipendentemente dal grado di automazione dello stesso, in qualunque momento se ne presenti la necessità, agendo sui comandi del veicolo in assoluta precedenza sui sistemi automatizzati e che, pertanto, è il responsabile della circolazione del veicolo. Quando ne assuma la guida effettiva, in modalità manuale, assume il ruolo di conducente.

Ciò non significa che da domani le strade italiane saranno invase da auto a guida autonoma, bensì che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa autorizzare, su richiesta e dopo specifica istruttoria, la sperimentazione di veicoli a guida automatica su alcuni tratti di strada, secondo specifiche modalità e controlli durante la sperimentazione, con lo scopo di assicurare che si svolga in condizioni di assoluta sicurezza. Possono chiedere l’autorizzazione istituti universitari, enti pubblici e privati di ricerca, costruttori del veicolo equipaggiato con le tecnologie di guida automatica.

Ricordiamo inoltre che tra i pionieri della guida autonoma ci siamo anche noi italiani. VisLab, laboratorio nato nell’Università di Parma e acquistato nel 2015 dagli statunitensi di Ambarella, ha iniziato a sperimentare l’automazione nel 1998 col progetto Argo. E nel 2013 la sua vettura Proud ha percorso in modalità completamente autonoma alcuni chilometri sulle strade della città emiliana.

Per quanto riguarda le smart-road, il Ministero dà il via al progetto per "realizzare strade più connesse  e sicure che,  grazie alle nuove tecnologie introdotte nelle infrastrutture stradali, possano dialogare con gli utenti a bordo dei veicoli, per fornire in tempo reale informazioni su traffico, incidenti, condizioni meteo, fino alle notizie turistiche che caratterizzano i diversi percorsi".

Riguarderanno le tratte autostradali o statali di nuova realizzazione oppure oggetto di manutenzione straordinaria. In particolare, in una prima fase, entro il 2025, si interviene sulle infrastrutture italiane appartenenti alla rete europea TEN-T, Trans European Network – Transport, e su tutta la rete autostradale e statale. Progressivamente, i servizi saranno estesi a tutta la rete dello Sistema nazionale integrato dei trasporti, come individuata dall’allegato al Def 2017 “Connettere l’Italia”. Entro il 2030, saranno attivati ulteriori servizi: deviazione dei flussi, intervento sulle velocità medie per evitare congestioni, suggerimento di traiettorie, gestione dinamica degli accessi, dei parcheggi e del rifornimento, anche elettrico.