Si è svolta a Milano la prima edizione di EY Mobility Think Tank, che si pone come obbiettivo la costruzione di un ecosistema comune sulla mobilità, un “luogo” dove proporre nuove idee ed affrontare le relative problematiche. Il mercato automotive in Italia, esteso ai servizi di mobilità, vale circa 200 miliardi di euro e rappresenta il 10 % del PIL. Sharing economy, elettrico, auto connesse e con guida autonoma sono solo alcuni esempi della grande trasformazione che è in atto in questo settore e che rappresenta una grande opportunità di crescita per il nostro Paese.

All’evento sono intervenuti CEO di aziende che provengono da un mercato allargato come finanza, assicurazioni, telecomunicazioni, produttori energetici che si sono confrontati per proporre nuove idee da condividere e sviluppare per rendere la mobilità del futuro più sostenibile. Dallo studio effettuato da EY emerge un sempre maggiore bisogno di spostamenti nelle grandi città a causa della crescente urbanizzazione, ma allo stesso tempo la voglia del cliente finale ad utilizzare piuttosto che possedere, una metamorfosi che spinge i costruttori automobilistici a ripensare i loro modelli di business.

Creare una collaborazione tra settore pubblico e privato è uno dei principali obbiettivi di EY Mobility Think Tank, per comprendere e soddisfare le rinnovate esigenze dei consumatori che, secondo le ricerche effettuate, guardano con occhio sempre più interessato a nuove tecnologie come ibrido ed elettrico (il 50% degli intervistati da EY si sposterebbe verso una delle due tipologie se dovesse cambiare auto nei prossimi 3 anni) e a nuovi servizi come il car sharing (il 19,4% degli interpellati dal sondaggio lo ha usato almeno una volta).

È stato oggetto della discussione anche il decreto Smart Road del Ministero dei Trasporti che promuove la digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto affinché siano in grado di dialogare con i veicoli connessi di nuova generazione e la sperimentazione di vetture a guida autonoma. La mobilità è imprescindibile, non muoversi non può essere un’opzione, ma la necessità di maggiore sostenibilità è il punto chiave su cui concentrarsi. Ora come non mai serve una spinta da parte della politica, attraverso leggi e incentivi mirati per la creazione di una grande piattaforma dove raggruppare tutti i provider che operano nel settore della mobilità e lo sviluppo di infrastrutture (installazione di colonnine di ricarica, adeguamento della rete elettrica nazionale) al fine di favorire lo svecchiamento del parco auto circolante che attualmente è composto da oltre il 40% di auto con più di 11 anni, ovvero le più inquinanti.