Kaizo: rimodellare. La missione di Liberty Walk è creare arte, non elaborare. Ispirandosi ai Kaido racers, alle Nissan da corsa anni ‘70 e alla pregevole tradizione della cultura custom del Sol Levante. Che per stessa ammissione dei tuner di Liberty “è amata da alcuni, odiata da altri”. Perché estrema. Esagerata. Ai limiti del dissacrante. Quando si mettono le mani su una McLaren o una Lamborghini il rischio di trasformare un capolavoro in un abominio è alto. 

Tutto inizia nel 2008 quando un amico del fondatore, Wataru Kato, si presenta al garage con la sua Murcielago e il desiderio di possedere un esemplare unico. Kato si mette sotto e progetta il primo kit Liberty. E’ l’inizio del brand LB Perfomance, che ben presto inizia a farsi un nome nel giro dei preparatori giapponesi. L’anno successivo il grande salto, quando la LB Performance Murcielago viene esposta al SEMA di Las Vegas, la sancta sanctorum del tuning. La reazione del pubblico è a dir poco negativa: la spedizione è un completo insuccesso.

 

Kato non si arrende e torna nella sua piccola officina: tre anni dopo è ancora a Las Vegas con un altro azzardo. La Murcielago è stata letteralmente violentata e al posto dei passaruota sono stati rivettati vistose appendici in fibra di vetro. Lo stile Lambo sfregiato con cicatrici alla Frankenstein colpisce al volto i visitatori del Salone: ma stavolta Kato coglie nel segno e torna a casa in trionfo. 

Il progetto decolla e nel 2013 il tuner si presenta in Nevada con una Ferrari 458 Italia e una Nissan GT-R, per poi rilanciare con un’Aventador: oggi in Giappone circolano oltre 200 LB Works delle 350 vendute in tutto il mondo.  E la richiesta crescente ha stimolato l’animo imprenditoriale di Kato  che lancia una linea di bodykit “low-cost” per sportive di massa come Infiniti Coupé e Mini. Senza tuttavia abbandonare le radici artigianali del proprio lavoro: ogni auto viene tuttora orgogliosamente lavorata a mano da una ridotta compagine di adepti in “marcia verso la libertà”.