Il nome Romeo Ferraris è rispettato sia nel mondo delle corse che delle elaborazioni dal 1959. E mentre Fabrizio Giovanardi si prepara a tornare in pista al volante della Giulietta TCR per correre la  prima stagione del mondiale WTCR, i preparatori di Opera Milanese hanno messo le mani sulla Giulia Quadrifoglio. Di per sé una delle berline sportive più prestazionali sul mercato.

Tuttavia il tuner di razza non rispetta i limiti di serie e i 510 cavalli erogati dal biturbo V6 2.9 litri non erano abbastanza. La potenza del motore è stata dunque portata a quota supercar, 598 cavalli, così come la coppia incrementata di 140 Nm, per scattare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi (contro i 3,9 della versione nelle concessionarie), raggiungendo una velocità massima di 317 km/h. Numeri, per fare il conto della serva, praticamente  identici a quelli di una Porsche 911 GT3 con cambio PDK.

L'elaborazione non riguarda solo la meccanica: a conferire maggiore sportività alla Giulia Quadrifoglio Romeo Ferraris è l’immancabile carbonio, rivestendo splitter, specchietti, cravatte e maniglie. Così come nell'abitacolo, in variante rosso fuoco nella rifinitura del volante, e in nero sulla plancia centrale dei comandi, all’interno delle portiere, sul cruscotto. La linea esterna viene caricata grazie a cerchi OZ Hyper GT HLT da 20”, dotati di omologazione Nad e sviluppati in collaborazione con Romeo Ferraris.

Per ottimizzare l'assetto sono stati montati distanziali anteriori e posteriori, per un allargamento totale rispettivamente di 15 mm e 35 mm, e un kit specifico Bilstein, regolabile in altezza e in taratura a 10 scatti sia in estensione che in compressione,  per garantisce il massimo della stabilità nella fase di frenata e una migliore reattività in percorrenza di curva. Infine una chicca per far felici i vicini di casa: l'impianto di scarico Ragazzon con  finali in fibra di carbonio con finitura opaca e volume regolabile tramite telecomando.