Pogea chiede Pista. Lo fa partendo dalla 488 GTB nella sua configurazione classica, per superare la più specializzata delle alternative di ben 120 cavalli. Prima mondiale a Top Marques a Monaco, con FPlus Corsa. Il V8 biturbo riceve un'elettronica di gestione del motore - leggi mappatura - più estrema, aspirazione e downpipe dello scarico modificati, tanto basta per raggiungere 820 cavalli e 900 Nm di coppia dal 3.8 litri.

Più di un semplice tuning, è un'interpretazione alternativa, che estende l'impiego di fibra di carbonio, disegna tagli inediti per l'aerodinamica, frutto della matita italiana di Michele Leonello. La fibra è made in Pogea, stravolge l'intera fascia anteriore, dallo splitter al paraurti, proseguendo con il canale centrale attivo, le minigonne e le lame laterali, l'ala posteriore, l'estrattore e il paraurti, scavato alle estremità per liberare ancor più spazio destinato a estrarre le turbolenze generate delle ruote posteriori, accorgimento peraltro sviluppato anche su 488 Pista, frutto dell'esperienza sulle versioni GTE.

Meno evidenti ma altrettanto corposi sono gli interventi nell'area dell'ala soffiata, fascia tutta in carbonio, con l'applicazione di due nolder sul bordo appena sotto l'ala. Alla bilancia pesa 48 kg meno di una Ferrari 488 GTB, Pogea Fplus Corsa, dimagrimento ottenuto anche dai cerchi forgiati, 21 pollici che calzano Michelin e sono abbinati a un assetto con molle modificate. Quanto vale la performance? Due decimi in meno da zero a cento orari: 2”8. La velocità massima, invece, sale a 345 km/h (+15 km/h).

La produzione sarà limitata a 20 esemplari appena, 4 destinati al mercato europeo, 8 al nordamerica e altrettanti per l'Asia.

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