Porsche 930 ora è TAGliente come una F1, dato che la firma è quella dello specialista inglese Lanzante e la vicinanza col Circus si sente tutta.

Porsche 930 è l’attualità che diventa storia, fa un lungo giro e poi ritorna a chiudere idealmente un cerchio. Porsche a Laguna Seca ha presentato la Moby Dick moderna, la rievocazione della gloriosa 935. Su telaio GT2 RS, arriverà in tiratura limitata nel corso del 2019. Quella splendida protagonista del Gruppo 5 si prestò allo sviluppo del motore di Formula 1 che Porsche realizzò per McLaren, con il marchio TAG Heuer. Alla Reunion Rennsport, da un lato la nuova “Moby Dick”, poco più distante quello stesso V6 progettato negli anni Ottanta. Non in bella mostra come un pezzo di storia della tecnica motoristica, bensì alloggiato nel retro di una stradale Porsche 930 Turbo. 

Cosa ci fa lì? È l’ultima, pazza, idea di Lanzante motorsport. Lo specialista in trasformazioni McLaren è reduce dall’opera presentata a Goodwood, su base P1 GTR, dalla pista alla strada, per diventare P1 GT.

Il prossimo progetto? Realizzare 11 esemplari di Porsche 930 spinti dal V6 biturbo TAG Heuer di Formula 1. Lo stesso, identico, propulsore che tra il 1984 e il 1987 portò la McLaren a vincere due titoli Costruttori e tre Piloti (Lauda ‘84, Prost ‘85 e ‘86).

Sarà un pezzo per amatori dal palato fine, che sapranno apprezzare le specificità del V6. Che ha una storia e natali tutti da raccontare. Per le peripezie che portarono Ron Dennis a trovare un motore turbocompresso dopo il 1983, strada obbligata per essere competitivi, quella della sovralimentazione. Però, senza fondi, Dennis trovò il supporto essenziale di Mansour Ojjeh, neo-azionista di McLaren e proprietario della TAG-Heuer. Uno, oggi, è ancora a Woking, l’altro, Dennis, salutato con il benservito.

Il motore 1.5 litri V6 biturbo progettato da Hans Mezger si caratterizzava soprattutto per la compattezza degli ingombri, un vantaggio per Lanzante nell’installazione a bordo della 930. Un sei cilindri contro i V8 di altri avversari, soprattutto, però, una V relativamente stretta. I 90 gradi avrebbero avvantaggiato il baricentro a scapito, però, degli ingombri laterali, condizionando l’aerodinamica posteriore. Il compromesso arrivò a 80 gradi tra le bancate. Raffreddamento ovviamente ad acqua e turbocompressori KKK completavano l’insieme.

Lanzante non ha diffuso ancora le specifiche che caratterizzeranno il V6 TAG su Porsche 930, dettaglio di non poco conto, viste le diverse configurazioni susseguitesi nel corso degli anni, per pressione di sovralimentazione - e relativo, marcato, turbolag (i sistemi odierni di recupero d’energia e attivazione elettrica dei turbocompressori erano un miraggio) -, nonché elettronica di gestione. L’unità V6 è in grado di sviluppare tra i 700 e i 1.100 cavalli, arco di potenze frutto delle condizioni d’impiego, specifica da gara o da qualifica.