Quando si parla di Youngtimer si corre spesso il rischio di tirare in ballo macchine che consumano un sacco. Io stesso sono passato recentemente da una vecchia Ibiza TDI (3 cilindri, 55 kW, sempre sui 25 km/l) ad una più anziana Mazda MX-5 della serie nb. E ora passo più tempo dal benzinaio che seduto in macchina. Ma, parlando di consumi spropositati, sono abbastanza sicuro di aver trovato la regina: la Subaru Forester STi. 

Regina dello sterrato, dell’asfalto, della ghiaia, del bagnato, del tragitto casa Ikea con due mobili nel baule, paga la meccanica sopraffina - che vedremo bene - con dei consumi da pelle d’oca. Il Concorde a confronto era economico (no dai scherzo, la meraviglia volante anglo-francese bruciava 2 tonnellate di carburante solo per il rullaggio a terra).

Forse è meglio andare con ordine, altrimenti rischiamo di fare confusione. 

La Subaru da anni ha abituato gli appassionati ad auto incredibili, sia per prestazioni che per handling: una su tutte, la famigerata Impreza che, in ogni sua declinazione, è da sempre un punto di riferimento per tutti gli amanti delle auto sportive. Grazie alla linea da “tranquilla” berlina abbinata ad una meccanica da prima della classe, la Impreza (dalla quale è poi relativamente facile tirare fuori parecchi cavalli supplementari) è un vero gioiello su ruote. Una delle macchine più incredibili che abbia mai guidato (e di cui parleremo).

Ma non siamo qui, oggi, per parlare della Impreza bensì della sua cugina “strana”, la cugina che la vostra fidanzata non vi presenterebbe mai sapendo bene come finirebbe. Tutti infatti conosciamo la Subaru Forester, la crossover/suv/giardinetta made in Subaru: ottima vettura, funzionale, meccanicamente affidabile ed adatta ad ogni tipo di terreno. Tuttavia alla Subaru forse non bastava: allora, in un impeto di follia, hanno ben pensato di unire il “sopra” di un’auto con il “sotto” di un’altra. Con un incrocio al limite del possibile, la Forester STI del 2004 (prodotta poi - solo in Giappone - fino al 2008) è una delle auto più inutilmente potenti e senza senso di sempre. 

Con oltre 260 cv disponibili per un peso piuttosto limitato, è capace di prestazioni che fanno sorridere: sotto la più anonima delle vesti si cela un’animale capace di mettersi dietro praticamente di tutto, su tutti i terreni, in qualsiasi condizione meteorologica.

La Forester STi che vedete nella foto, l’unica in Italia delle nemmeno 50 importate in Europa fra le 1400 prodotte in Giappone, cela sotto una leggera carrozzeria in alluminio un motore 4 cilindri Boxer turbo EJ25 da 2,5 litri capace di 265 cv unito attraverso un cambio manuale a 6 marce alla superba trazione integrale permanente con tre differenziali, tipica delle migliori Impreza.

Sebbene in Giappone la Forester STI, a seguito del “gentleman agreement” degli anni ’90 sia limitata ai 180 km/h, basta pochissimo per liberarla dalle sue stesse catene e permetterle di raggiungere velocità da fuori di testa. Velocità che purtroppo non siamo in grado di dirvi perché il tachimetro ha il fondoscala limitato proprio ai 180. Sappiamo solo che la lancetta, come sul migliore degli scooter elaborati, prosegue il giro andando molto oltre il massimo indicato.

Ma è guidando questa macchina che viene fuori il capolavoro che è, specialmente se lo si fa su un terreno con scarso grip come la ghiaia di una cava (dove noi l’abbiamo provata) o sull’asfalto bagnato. Anche questa Forester, come tutte le Impreza, si guida con il pensiero. Tra il pilota e la macchina si crea un’unione meccanica, non filtrata da decine di sensori e fastidiosa elettronica, capace di trasformare la macchina in una sorta di esoscheletro di chi è al volante. Le reazioni diventano istintive, la comunicazione è totale, se la macchina parte in sovrasterzo basta una pelata al gas o una minima correzione ed ecco che la trazione integrale interviene rimettendo tutto a posto.

Se l’auto sbanda, un po’ come su uno snowboard, basta guardare dalla parte in cui si vuole andare per andarci. La magia e la perfezione di un prodotto ingegneristicamente perfetto e sopraffino, sono palpabili in ogni singola vibrazione e comunicazione che dal telaio vengono mandati al pilota. Inoltre, queste prestazioni esagerate sono unite ad un corpo vettura veramente spazioso. Con questa Forester è possibile far divertire/vomitare 4 adulti e, grazie all’ampio bagagliaio, anche un paio di cani, a patto di legarli per bene, molto bene.

È un prodotto di marketing (discutibile) questa Forester? Faccio fatica a capire a che tipo di cliente abbia pensato la Subaru nel costruirla. Forse il tipo di cliente a cui vorremo le case automobilistiche pensassero più spesso, magari... 

Nella sua totale follia, è un prodotto che è entrato di diritto nella lista delle Youngtimer più cult di sempre, fosse anche solo per, come anticipato all’inizio, i consumi esagerati stimati in - se guidata come è giusto che venga guidata (ovvero con la faccia di Nicholson in Shining) - circa 2 Km/l. Sì, avete letto bene, 2 chilometri per ogni litro di benzina. Alla faccia del moderno downsizing.