Ecco quali saranno le novità per il 2010 e il 2011
Il piano di Marchionne per Fiat e Chrysler comincia far a vedere gli effetti dell’integrazione, che andrà a intensificarsi nel corso degli anni, decisiva per la salvezza di entrambe i gruppi. La divisione dei compiti fra Torino e Detroit affida alla prima lo sviluppo delle supermini, delle piccole e delle compatte, mentre oltre Atlantico prenderanno corpo tutti i modelli di taglia maggiore.
Il che significa, per esempio, che in Italia non verranno sviluppate eredi per la Croma, la Thesis, l’Alfa 159 o l’Ulysse, che verranno eventualmente rimpiazzati solo sulla base di vetture di progettazione americana. Naturalmente, per vedere modelli interamente nuovi dovranno passare anni.
Per parte sua, nel biennio 2010-11 la Fiat ha in programma l’introduzione di cinque nuovi modelli: tre per la marca capogruppo, la nuova Ypsilon per la Lancia e la tanto attesa Giulietta per l'Alfa.
In casa
Fiat, al di là del
Doblò appena presentato e di una possibile versione marchiata Fiat della
Dodge Nitro, gli appuntamenti sono tutti per il
2011, con la nuova generazione della
Panda e con l’introduzione di una
monovolume di taglia compatta, basata sulla piattaforma della Punto ma prevista anche in versione “lunga”, a sette posti.
Non si parla più di
Topolino (programma che risulta tuttora “
congelato”) e che dunque
il debutto del bicilindrico di 900 cm3 verrà affidato alla 500. La cui gamma è destinata ad ampliarsi con altre due versioni
Abarth:
la Cabrio e la TC, variante ancor più potente che si rifà a quella da Trofeo.
Anche sul fronte
Lancia si annuncia gran movimento per il 2011, con il debutto di una
Ypsilon ben diversa dall’attuale: basata sulla piattaforma della Panda,
avrà solo la carrozzeria a 5 porte. Parallelamente, per la Lancia avrà inizio la progressiva “chryslerizzazione”, con l’introduzione di modelli derivati da
Voyager, 300C e Sebring, destinati a Italia, Francia e poco più.
Restano interrogativi altrettanto inquietanti per
Alfa Romeo: dopo la Giulietta niente, come ha dichiarato Marchionne. Nel senso che non verranno più investite risorse per lo sviluppo di nuovi modelli. In futuro (se futuro ci sarà) l’Alfa dovrà dunque accontentarsi di modelli derivati da altri, concepiti per il gruppo
Chrysler.