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03/02/2010

Passioni: Un uomo e il suo cavallo

Un uomo e il suo cavallo
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Giuseppe D'Onofrio, vice-campione europeo di salto a ostacoli con la squadra azzurra: Landzeu è il suo destriero, il suo orologio Audemars Piguet, ama la velocità e non solo in sella

Spesso, quando cerchi l'uomo dietro l'atleta, scopri che la competizione è una passione che divora, che lascia poco spazio a tutto il resto.
 
Forse è il segreto, ad ogni livello e in qualsiasi professione: con la sua dedizione, lo scorso agosto, Giuseppe D’Onofrio, in sella a Landzeu II, ha guidato la squadra italiana alla medaglia d’argento ai Campionati Europei di salto ostacoli a Windsor. Un risultato che mancava da 46 anni.

Incontrandolo, scopriamo che questo novello D'Inzeo (la famiglia più celebre dell'equitazione italiana, con le sue medaglie olimpiche e il marchio indelibile impresso sulla disciplina sportiva) vive e lavora per la sua passione: i cavalli.
 


Cosa ami fare nel tempo libero quando non ti alleni? È una domanda difficile perché la mia giornata è veramente impegnata tutto il giorno. Inizia con l’andare a cavallo, per proseguire con gli allievi fino a sera; poi il più delle volte si va a cena con qualche cliente che è più simpatico di altri e così va la giornata. Tenendo conto che, nell’arco dell’anno, ci sono gare quasi tutte le settimane, iniziano il giovedì e finiscono la domenica, puoi comprendere che non ho un weekend libero, diventa difficile praticare altri sport o dedicarsi ad altri divertimenti con un lavoro che ti impegna così tanto. Dico lavoro fra virgolette perché è una passione.
 
Come è nata? Io all’inizio ero molto fifone. Avevo paura delle cose che non sapevo fare bene e allora non mi fidavo. Mio cugino andava a cavallo, è stato mio zio a trascinarci. Io all’inizio ero un disastro proprio per la paura ma, poi, ho iniziato ad andare sempre meglio, sono arrivati i primi sponsor, le prime gare e, poi, quest’anno finalmente uno sponsor di lusso (Audemars Piguet, ndi).
 


Ho letto da qualche parte che volevi fare il calciatore. È vero? Ho sempre giocato a calcio perché mio zio era un grande sportivo. La mattina andavamo a giocare a calcio e il pomeriggio a cavallo. Ci ha insegnato la voglia di primeggiare. Poi mi sono rotto una gamba, ho fatto fatica a riprendere e quindi sono andato avanti con i cavalli.
 
Quali erano da giovane i tuoi eroi sportivi e anche non sportivi? Soprattutto sportivi: i grandi cavalieri come D’Inzeo, Nuti, Moyersoen.
 
Qual è il tuo rapporto con l’automobile? Ho una grande passione per le automobili specialmente se sono veloci.
 
Che auto guidi? Una BMW M3. Mi piace tantissimo.

A cosa non potresti rinunciare in automobile? Mi piace andare veloce, vorrei un’auto che sia scattante e abbia una buona tenuta di strada.
Il cavaliere e il suo orologio.

«È sempre stato Audemars Piguet. Quando mi hanno proposto la sponsorizzazione non ho avuto dubbi. Il mio modello preferito è il Royal Oak Offshore con cinturino in caucciù.»


L’Atleta Giuseppe D’Onofrio, comasco classe 1967, è uno dei migliori cavalieri al livello internazionale. Fra i titoli più importanti raggiunti da D’Onofrio nel 2008 ci sono, con la squadra italiana, la vittoria della Coppa delle Nazioni a Linz, il secondo posto a Zagabria, l’ottavo a Calgary e il quinto a Copenhagen. Individualmente, il risultato a cui è più legato, è il quarto posto conquistato nel Global Champion Tour di Arezzo, riservato ai 50 cavalieri migliori del mondo, definitiva consacrazione di Giuseppe D’Onofrio nel panorama dell’equitazione mondiale.
 
Giuseppe D’Onofrio, stella dell’equitazione italiana monta Landzeu II e guida una BMW M3.

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