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29/07/2010

Primotest: Mazda 5, l'onda lunga

Mazda 5, l'onda lunga
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Grazie alle due porte posteriori scorrevoli e molto ampie l’accesso alla terza fila di sedili non è affatto complicato. Il lunotto a V fa molto auto giapponese degli anni Ottanta.

Nel 2010 la Mazda festeggia 90 anni di una storia che ha avuto i suoi alti e bassi, e che è sbagliato ridurre a vetture gloriose come la MX- 5 — la prima spiderina di largo consumo — e all’impiego del motore Wankel, con tanto di vittoria a Le Mans nel 1991. Sul piano della produzione, una delle più importanti novità del 2010 della Mazda è rappresentato dalle rinnovate 6 berlina e 6 station wagon e dal rilancio di un automobile di grande successo come la monovolume 5, che approderà in Italia nei primi giorni di ottobre.
Seguendo una tendenza ormai generalizzata anche da normative in materia di emissioni, la Mazda 5 si presenta con due motori a benzina, di 1.8 e 2 litri, con consumi ridotti rispetto a prima. Per prima abbiamo assaggiato la versione con il quattro cilindri 2.0 che è dotata di serie del dispositivo i- stop di arresto automatico del motore in caso di fermata ed è accreditata di una potenza di 150 cavalli a 6000 giri con una coppia massima di 19,4 kgm a 4500 giri.
La base di pianale e sospensioni è la stessa della 5 precedente. Esteticamente, i cambiamenti sono invece molto evidenti, con un frontale allineato agli ultimi dettami stilistici della Casa. Del tutto particolare è anche l’onda disegnata dalle nervature della carrozzeria partendo dal parafango anteriore a quello posteriore. Lascia però forse ancora più perplessi lo stile del posteriore, con gruppi ottici molto staccati da un lunotto decisamente tagliato a V in basso.
Gli interni sono stati riveduti e corretti in parecchi particolari, dai comandi al display centrale, con la consueta disposizione a sei posti più uno. Molto utile anche la presenza delle porte posteriori scorrevoli, che migliorano l’accesso quando ci si deve accomodare nella terza fila di sedili.
Importanti modifiche tecniche hanno interessato lo sterzo, le sospensioni e il telaio alla ricerca di un comportamento su strada più omogeneo rispetto al passato. Durante la prova abbiamo in effetti potuto apprezzare una netta riduzione del rollio rispetto a prima, senza che questo comprometta il comfort di bordo. Lo sterzo preciso aiuta a controllare con sicurezza un mezzo sicuro e facile da guidare. Il cambio ha innesti precisi ma marce decisamente lunghe per favorire il contenimento dei consumi. La versione di 2 litri tocca i 194 chilometri orari, accelerando da 0 a 100 km/ h in 11 secondi netti.
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