Agile fra le curve, come una coupé. Confortevole e silenziosa, come una berlina.
L'unica differenza rispetto a una
DB9 Coupé è che quando guardi lo specchio retrovisore vedi le due teste dei passeggeri, anziché la strada e basta. Per il resto, la nuova
Aston Martin Rapide offre le medesime sensazioni di guida di una due porte:
piatta, reattiva ai comandi, agile fra le curve.
Ma al tempo stesso anche molto
confortevole e silenziosa, come si conviene a una berlina. Di una berlina, comunque, la Rapide ha soltanto le due portiere posteriori. Perché di fatto è stata concepita e creata per essere la quattro porte sportiva più bella del mondo, secondo le testuali parole e i desideri del presidente Ulrich Bez. E difatti è difficile affermare il contrario, con quel laterale così filante e quei fianchi talmente muscolosi. Dal vivo la nuova Aston è realmente molto affascinante.
E se avevamo delle riserve riguardo all'abitabilità posteriore, che era critica sulla concept car di qualche anno fa, la versione di serie è migliorata notevolmente: lavorando di fino sono riusciti a garantire un'accessibilità a bordo piuttosto comoda, alzando di 30 mm il tetto e riuscendo a offrire alle porte posteriori un angolo di apertura di quasi 90 gradi.
Dunque l'accesso è agevole e una volta sistemati nella zona posteriore ci si sente avvolti e protetti come se ci si trovasse al posto di guida: i due sedili posteriori sono sagomati e sportivi, il tunnel centrale è rialzato per appoggiarvi comodamente il braccio e il confort e l'intrattenimento sono garantiti dalla climatizzazione separata, da un impianto audio
Bang&Olufsen da 1000 Watt e, a richiesta, da un sistema di intrattenimento multimediale con due schermi LCD e lettore DVD. Con finiture d'eccellenza e materiali decisamente molto nobili a bordo, la Rapide volendo sa anche graffiare.
Basta impostare la modalità
Sport per rendere più reattiva la risposta del suo
V12 6.0 da 477 cv, altrimenti mansueto e tremendamente elastico ai bassi regimi. È sufficiente poi selezionare la modalità manuale del cambio Touchtronic e settare le sospensioni nella modalità più rigida per godere della reattività tipica delle Coupé, pur non raggiungendo limiti estremi (ci riferiamo ai tempi di cambiata o alla risposta del motore) che sarebbero fuori luogo su una vettura del genere.
Lorenzo Facchinetti