25/11/2010
Primotest: Citroën C4, dotata e compatta
Compatta e più sobria rispetto a prima,la C4 si è fatta più grande dentro e propone una dotazione al top
Più sobria esteticamente e meno originale della precedente, la nuova C4 punta soprattutto su funzionalità ed equipaggiamenti da modello di classe superiore. Per quanto riguarda lo stile, è allineato con gli ultimi dettami della Casa francese, come si può facilmente notare dal frontale. Vista da fuori, la nuova C4 sembra più bassa di quella della generazione precedente, ma si tratta di un effetto ottico dovuto alle proporzioni tra i volumi della carrozzeria a cinque porte. Il nuovo modello è infatti più alto di 3 cm del precedente, oltre che più largo di 2 cm e più lungo di 5 cm.
Le maggiori dimensioni hanno contribuito a un migliore sfruttamento degli spazi interni. L’abitabilità è ottima per quattro persone, con il solito tunnel centrale a limitare un po’ i margini di movimento di un quinto passeggero. I pannelli porta sagomati in modo funzionale contribuiscono a dare agio anche in larghezza. Parlando di volumi a disposizione, ottimi riscontri vengono dal bagagliaio, che ha una capacità di 408 litri, buono per la categoria. Ulteriori vani portaoggetti sono presenti nel tunnel centrale e nelle porte. La plancia ha un disegno moderno, con qualche inserto in plastica di qualità perfettibile. Non convince del tutto la lancetta analogica del tachimetro, che costringe a usare il computer di bordo per sapere con più immediatezza a che velocità si sta viaggiando. Tra le novità introdotte c’è la possibilità di personalizzare gli allarmi di bordo (di indicatori di direzione, luci, ecc…) con una serie di suoni dedicati.
Tra gli equipaggiamenti disponibili, anche se su richiesta, sono da segnalare il blind spot per la sorveglianza dell’angolo morto degli specchietti, i sedili con massaggio lombare, il cruise control con la possibilità di memorizzare cinque velocità differenti. Tra le nuove versioni spicca la presenza della turbodiesel 1.6 e-HDi da 110 cavalli con sistema di spegnimento e riavvio automatico Stop & Start del motore.
In prova abbiamo però avuto modo di assaggiare in maniera più approfondita l’ambiziosa 2.0 HDi. È dotata di un quattro cilindri di 2 litri da 150 cavalli che impressiona per l’ampio arco di regime di utilizzazione, che permette di tirare sino a 5000 giri senza neppure un accenno di calo di potenza. La velocità massima è di 207 km/h, con un tempo di 8”6 per accelerare da 0 ai 100 orari. Buona anche la media dei consumi, con una percorrenza dichiarata di 20 km/l nel ciclo misto. Piace inoltre il cambio manuale, con innesti abbastanza veloci e solo un leggero contrasto nel passaggio tra l’una e l’altra delle sei marce a disposizione. Lo sterzo a servoassistenza elettrica non è invece del tutto diretto, soprattutto nei primi angoli, forse in ossequio a un’impostazione non troppo sportiva dell’auto.
La tenuta di strada è comunque di ottimo livello, pur in presenza di un assetto tendente al morbido per ragioni di confort, quest’ultimo eccellente anche grazie all’ottima insonorizzazione dell’abitacolo. Le reazioni della vettura sono sempre progressive, con il controllo di stabilità che può essere disinserito solo sotto i 50 orari e che si distingue per interventi progressivi e non troppo invasivi.
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