vai su my auto
vai su Autosprint
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
03/02/2012

Primotest: GT 86, potente, evocativa e anche facile

GT 86, potente, evocativa e anche facile
Stampa
 
 
 
 
 
Commenta
 
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Sarà in vendita il prossimo giugno, ma abbiamo avuto la possibilità di provarla in anteprima sul circuito spagnolo di Jarama

Arriverà sul mercato solo il prossimo giugno, ma noi abbiamo avuto la possibilità di provarla in anteprima sul circuito di Jarama. Che grazie anche ai continui cambi di appoggio pure in frenata, è una “location” ideale - sarà in disuso, ma offre certe emozioni che i circuiti moderni non sanno dare - per le caratteristiche della nuova coupé Toyota, la GT 86. A supporto di questa affermazione, ricordiamone i dati tecnici: fondamentalmente ci basti sapere che il motore è un 4 cilindri boxer “aspirato” 2.0 da 200 cavalli, oltretutto disposto anteriormente e abbinato alla trazione posteriore. Il tutto in 424 cm di ingombro longitudinale. Insomma, è il ritorno della Toyota nel campo delle coupé sportive, che magari non faranno segnare numeri di vendita importanti, ma aggiungono molta visibilità e immagine al marchio. Una strategia parallela a quella che ha portato al ritorno della Casa nipponica nelle gare endurance, diremmo.

Ricordiamo che quello della GT 86 è un progetto che già nella sigla vuole ricordare certe sportive del passato di Casa Toyota. Non tanto la Celica o addirittura la Supra (dalle caratteristiche tecniche decisamente differenti) quanto la 2000GT del ’67 e la Corolla AE 86 dell’83. Si tratta di una 2+2 sviluppata in collaborazione con la Subaru: questo spiega la configurazione boxer del propulsore, al quale peraltro la Toyota ha fornito il sistema di iniezione diretta D-4S. La Casa delle Pleiadi ha tuttavia dovuto rinunciare alla trazione integrale (una caratteristica della produzione Subaru) per la sua versione di questa coupé, denominata BRZ, che differisce dalla GT 86 per i gruppi ottici e pochi altri particolari.

Tornando alla GT 86 in sé, la configurazione “piatta” del motore permette un baricentro piuttosto basso (i dati ufficiali lo collocano a 46 cm dal suolo) mentre la ripartizione dei pesi va a gravare per il 53 % all’avantreno e per il 47 % al retrotreno. Ciò si riflette significativamente sul comportamento dinamico: la coupé 2+2 Toyota risulta molto precisa sullo sterzo e difficilmente la traiettoria viene compromessa. Anche esagerando nell’approccio alle curve, basta stare un po’ più con l’acceleratore alzato per riprendere direzionalità. Questo senza che il posteriore vada a scomporsi: occorre davvero insistere con il gas a sterzo ancora “chiuso” per far partire la coda, comunque sempre in modo abbastanza controllabile grazie anche alla presenza dell’autobloccante.

Il tutto in assenza di scuotimenti anche nei repentini cambi di direzione obbligati sul circuito madrileno, anzi in frenata si avverte l’efficace taratura dell’ABS. L’impianto frenante non appare tecnicamente superlativo (le pinze anteriori sono monopistone), ma risulta potente a sufficienza e bisogna davvero maltrattarlo per evidenziare problemi di tenuta al calore. Tutti fattori che aiutano a prendere confidenza con la GT 86, tanto che dopo pochi giri ci siamo permessi di prendere a tutto gas la curva che mette sul rettilineo, così che al termine dei 900 metri abbiamo visto i 203 km/h: non male.

Sottolineiamo che ci è piaciuta di più la versione col cambio manuale: ci è parso meglio spaziato mentre quello automatico (sempre a 6 rapporti) fa divertire con i comandi al volante ma affloscia un po’ l’erogazione.
Molto aggressiva esteticamente, con tutti quegli elementi aerodinamici quali ala, diffusore, passaggi aria e così via (forse anche troppi, ma indubbiamente meglio così del contrario), la GT 86 è sportiva anche negli interni: i sedili sono ben sagomati, ma posteriormente c’è davvero poco spazio a disposizione dei passeggeri, specie per le gambe. La strumentazione mette in primo piano il contagiri, centrale e con fondo bianco; inoltre integra il display con la velocità, nonostante il tachimetro subito a lato, mentre sono poche le altre indicazioni. Aggiungiamo infine il coinvolgente rombo del motore, che arriva fino a 7500 giri, nel completare il divertimento di guida che la GT 86 offre dimostrandosi coinvolgente e prestante, ma anche facile. Come detto, il suo arrivo sul mercato è previsto a giugno (forse un mesetto in più) con un prezzo d’acquisto che si dovrebbe aggirare sui 30.000 euro.


SCHEDA TECNICA della TOYOTA GT 86

Motore: 4 cilindri boxer, 1998 cc, alesaggio x corsa 86x86 mm, 16 valvole, iniezione diretta, rapporto di compressione 12,5:1
Potenza max: 200 cv a 7000 giri
Coppia max: 205 Nm a 6600 giri
Trasmissione: trazione posteriore con differenziale autobloccante, cambio a 6 rapporti manuale o automatico
Sospensioni: anteriori McPherson, posteriori a doppio braccio oscillante
Ruote: 215/45 R 17
Dimensioni: lunghezza 4240 mm, larghezza 1775 mm, altezza 1285 mm, passo 2570 mm Peso: 1180 kg
Velocità max: oltre 230 km/h
Torna su
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Commenti
  • Nessun commento.
Per poter inserire un commento/articolo devi essere registrato
Esegui il LOGIN o, se non l'hai ancora fatto, REGISTRATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Confronto Assicurazioni auto
Compila il questionario gratis e confronta
online i preventivi per la tua automobile: