Presentazione



Erede della Vectra? Riduttivo. Portabandiera di un nuovo corso stilistico? Anche, ma non solo. In realtà, per la Opel, la Insignia rappresenta contemporaneamente un salto in alto e un passo avanti, ed è quasi paradossale che il suo debutto vada a coincidere con uno dei momenti più complicati, nella storia della marca tedesca. È indubbio comunque che la svolta, annunciata già dal rinnovamento della grafica del marchio, sottolineata dalle abbondanti manciate di cromo sparse a destra e a manca per la carrozzeria, cominci proprio da un'immagine che ha finalmente messo la parola fine alle tristi squadrature viste negli ultimi anni, figlie di una cieca quanto totale fiducia nel predominio della razionalità.
Per arrivare infine a scoprire che in cambio di una forma ben lavorata, allungata e ammorbidita, l'unico prezzo che ci si ritrova a pagare sta in un'accessibilità non proprio ottimale alla zona posteriore dell'abitacolo, inevitabilmente un po' penalizzata dal lungo arco disegue segnato dal padiglione. Quello che, peraltro, permette all'Insignia di togliersi di dosso le fattezze antiche, fatte da una rigida separazione dei tre volumi. Oltre a tornare a favore di un'immagine ben proporzionata e contraddistinta da una non comune “presenza” visiva, la scelta di andare abbastanza lunghi con le dimensioni (oltre i 4,80 metri, su uno dei passi più generosi della categoria, 2,74) garantisce spazi generosi sia all'abitacolo sia al vano bagagli, che si segnala per una lunghezza fuori dal comune.