Presentazione

Si è fatta aspettare, a un certo punto si è anche cambiata il nome, ma adesso ci siamo: la Giulietta va!
Finalmente si può ascoltare la tonalità cupa del suo scarico, e si può provare l'effetto che fa prendere il volante di questa nuova Alfa. Eravamo molto curiosi di capire se certe scelte tecniche, come la nuova sospensione Mc-Pherson al posto del tradizionale quadrilatero Alfa ne avesse condizionato la personalità, visto che la precisione di avantreno è semrpe stata un “must” delle Alfa recenti.
Pronti, dunque, per il primo contatto con la 1.4 Turbo Multiair da 170 cv, allestimento Distinctive. Si scende un po', per raggiungere un sedile piazzato relativamente in basso, elemento centrale di un posto di guida avvolgente, di quelli che ti fanno subito sentire addosso la vettura.
Ad accentuare l'effetto cockpit, il limitato sviluppo altezza del parabrezza, ma senza sacrifici evidenti. Non serve molto per familiarizzare con i comandi, fra cui il selettore del DNA posto nella stessa posizione della Mito, in basso sul tunnel centrale, poco oltre la leva del cambio dal pomello lucido: questa collocazione è l'unica scelta discutibile in un insieme che invece si fa apprezzare per il volante di dimensioni contenute e per la corretta spaziatura della pedaliera.
La messa in moto dà voce a un motore dal suono pieno, forse anche un po' troppo quando ci si porta negli alti regimi. Che peraltro non sono altissimi: il limitatore stacca a 6500 ma in realtà il 1.4 finisce di dare il meglio ben prima, attorno ai 5500. Sull'altro fronte, il turbo inizia a farsi sentire sui 1500, per diventare pieno e deciso solo oltre i 2000. Ma quando lo si tiene qui, nella fascia centrale di utilizzo, con più di 1 bar di sovralimentazione riesce a garantire una spinta molto consistente e risponde all'istante alla pressione sull'acceleratore.