Presentazione

Semplice ma non banale, decisa ma al tempo stesso morbida nelle forme; un po' monovolume ma non soltanto, strizzando quasi l'occhio al mondo Suv: se vi ritrovate in questi sintetici tratti descrittivi, osservando le forme della Orlando, siete sulla stessa lunghezza d'onda di Chevrolet, animata in questi ultimi anni da una crescente e positiva energia creativa.
Che si traduce, con la Orlando, in un'interpretazione certamente meno convenzionale del classico tema dell'auto da famiglia, in pieno e frizzante stile crossover che si inserisce con una certa autorevolezza nella gamma Chevrolet allargandone gli orizzonti nella fascia medio-alta dell'offerta.
Senza però sconfinare al di fuori della necessaria razionalità per quanto attiene volumi e fruibilità: anzi. Sul piano della meccanica e dei contenuti, la vettura mostra piena adesione alla classica filosofia di marca, improntata a privilegiare sostanza e robustezza sulla ricercatezza, il tutto corroborato da un rapporto prezzo/ dotazioni tra i più solidi – e dunque appetibili – del mercato.
Si parte dunque da una conformazione originale della carrozzeria, raccolta in un ingombro longitudinale pienamente gestibile anche in città (4,65 metri), nella quale trova però posto un'accoglienza per sette persone: a pieno volume non si viaggia certo come in prima classe, ma è vero che questa soluzione risulta realmente utile nei trasferimenti urbani a corto raggio ed è dunque un plus apprezzabile. Tanto più che le due poltroncine in coda, come nella miglior tradizione, quando non sono in uso si richiudono a filo del pavimento scomparendo del tutto. Trattandosi di un'auto familiare, va aggiunto che l'abitacolo è di bella presenza, contraddistinto da un arredo moderno e frizzante oltre che ben pensato per quanto riguarda l'organizzazione degli spazi e il posizionamento dei comandi; plastiche e materiali sono robusti ed assemblati con precisione, offrendo un buon colpo d'occhio pur in presenza di una certa economia nella finitura e nei dettagli.