Presentazione

Ma che bel macchinone. Il commento più ricorrente che abbiamo registrato nei giorni in cui provavamo la Mokka è stato esattamente questo. Bravi alla Opel – il cui centro stile vive un particolare stato di grazia, dalla Insignia in poi — se sono riusciti a creare questo effetto con una macchina che è tutt'altro che “ona”, visto che coi suoi 4 metri e 28 tra un paraurti e l'altro cresce di appena due centimetri ad una Golf.

Senza nemmeno dare l'idea, e qui sta l'abilità, di essere una grande in scala ridotta, ma con un'armonia nelle proporzioni oggettivamente notevole. Sembra grande – dentro lo è — ma se farà, come crediamo che possa fare, dei numeri importanti, sarà proprio perché, viceversa, è piccola. Era successo uguale con le monovolume: quand'erano XXL andavano poco, poi quando hanno iniziato a ridurle hanno spopolato.

La scena si sta ripetendo coi SUV, ma qui non c'è stata la Scénic della situazione che ha fatto da traino a tutte le altre. O meglio: ci sono state le Rav4 e le Qashqai tra le mezze misure, quelle sui 4 metri e mezzo, 4 e 60. Ma la taglia S, quella delle circa 4 metri, ha fatto fin qui fatica a imporsi. La Toyota Urban Cruiser, ci sentiremmo in dovere di spiegarvi cos'è, tanto se ne sono viste poche in giro; la Skoda Yeti, più o meno siamo lì. La Daihatsu Terios ha avuto, nel suo piccolo, il suo significato, ma il marchio sparirà dall'Europa (e quando qualcuno se ne va, non è mai una bella notizia). A parte la Nissan Juke e la Mini Countryman (che da premium che è, andrebbe giudicata a parte) il terreno è ancora poco meno che vergine.
Ma per poco: oltre alle due francesi presentate al Salone di Ginevra (Peugeot 2008 e Renault Captur) arriveranno, nel giro di un anno, la Fiat 500X, la Ford EcoSport, l'Audi Q1. Questione di mesi, invece, per la Chevrolet Trax che (come pure la Buick Encore riservata agli USA) della Mokka è la copia conforme, molto di più di quanto la Captiva già non lo sia della Antara.