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Poi, certo, rispetto a molte rivali è più SUV è meno macchina: lo si vede dallo sviluppo volutamente un po’ rustico dello stile, con quel parabrezzone alto alto e dall’esperienza di guida, concreta e affidabilissima eppure priva di quel passo felpato che hanno una Kuga o una Qashqai, cui peraltro va assegnato un consistente vantaggio anagrafico.

Anche in questo caso i pezzi migliori e più recenti della banca organi Volkswagen (tipo il 2.0 TDI 150 o il DSG 7 marce) non sono stati travasati in occasione del restyling. Il prezzo, come spesso succede sulle Skoda, è allettante fin che ci si accontenta.

Andando su di allestimenti e optional (che sono tanti e invitanti) la percezione di avere a che fare con un marchio a buon mercato si scioglie come neve al sole e sembra quasi uno spot a favore delle concorrenti coreane. Se però si ha l’occhio niente fino e il gusto per il dettaglio e ci si mette a disquisire su qualità dei materiali e precisione degli accoppiamenti, allora le cose si ribaltano: questa è una Volkswagen. Anzi, no: in certi elementi è persino meglio.