Prestazioni

Skoda Superb prova su strada

L’unico aspetto fastidioso della Superb è lo start/ stop un po’ invasivo: è uno di quelli, sempre più diffusi, che spegne il motore a vettura in movimento (parliamo di soli 5-10 km/h, ovviamente) e tu potresti ritrovarti senza servoassistenza e senza potenza nel momento in cui vorresti immetterti in strada. La scocciatura, dunque, è soltanto quella di premere il tasto per disattivare il sistema se s’intende aggirare questo fastidio. Del resto, il primo approccio con la Superb fornisce subito una precisa idea della missione di questa vettura: dispensare confort a palate.

Lo capisci superando il primo dissuasore urbano, con le sospensioni (a regolazione elettronica di serie) che lo digeriscono senza colpo ferire. Anzi, il “molleggio” pare addirittura eccessivo, con gli ammortizzatori particolarmente liberi in estensione e compressione. Fatto che suggerisce a chi desidera un assetto un po’ più fermo di passare dalla modalità Comfort a quella Normal, se non persino alla Sport lungo una strada ricca di curve per limitare il rollio.

POI C’È la silenziosità: la prima volta che infili un’autostrada e imposti il regolatore di velocità attivo (di serie) a 130 km/h, percepisci un piacevole silenzio. E difatti i decibel che abbiamo registrato sono appena 66,8, che salgono a soli 71 nel caso ci si spinga a 160 km orari. A questo va sommato un altro aspetto di non secondaria importanza per chi fa tanta strada, cioé quello relativo ai consumi. Nonostante la vettura pesi 17 quintali effettivi, abbia la trazione integrale e il 2.0 TDI più potente in gamma (190 cv), le percorrenze medie effettive che abbiamo registrato ammontano a 18,5 km con un litro, con un buon 16,5 km/l in autostrada e punte di 24,2 al litro nella migliore delle condizioni, a 90 orari costanti. Questi numeri, moltiplicati per i 66 litri del generoso serbatoio, portano a un’autonomia media di oltre 1200 chilometri, e chi macina asfalto tutti i giorni sa quanto possa essere comodo fare una sosta in meno dal distributore.

Nel caso di questa versione top di gamma Laurin&Klement, l’unico abbinamento tecnico possibile è, come detto, quello fra il 2 litri diesel da 190 cv, la trasmissione integrale Haldex e il cambio DSG a 6 rapporti. Anche in questo caso, nel rispetto della filosofia improntata al confort della vettura, tutto è molto compassato. Il doppia frizione parte da fermo sempre in seconda marcia e infila un rapporto dietro l’altro in ottica consumo. Quando hai un po’ di fretta, però, meglio spostare la leva verso il basso e viaggiare in modalità S, con i passaggi di marcia a regimi superiori per rendere giustizia ai 190 cavalli del 2.0 TDI. Che da parte sua diventa più reattivo ai comandi (garantisce 7”96 sullo 0-100 e una punta massima di oltre 227 km orari effettivi), sfoderando finalmente la sua indole di propulsore sì elastico e progressivo, ma anche brillante nella parte più alta del contagiri fino alla soglia dei cinquemila, che viene raggiunta senza tirare il fiato. Il TDI è anche piuttosto fluido, meglio delle precedenti generazioni ma non a livello di altre produzioni (leggi gli HDi francesi, ad esempio), che risultano leggermente meno ruvidi.

UN COMPONENTE che convince appieno è lo sterzo elettromeccanico, una delle migliori realizzazioni sul mercato. Perché riesce sempre a garantire il giusto carico in qualsiasi situazione di guida, con l’adeguata leggerezza in manovra e alle basse andature, ma basta poi aumentare il ritmo e infilare qualche curva per percepire precisione, feeling e un carico più consistente che rende bene l’idea di quello che fanno le ruote. La sensazione è infatti quella che la Superb sia sempre ottimamente incollata all’asfalto, merito forse del passo lungo e delle carreggiate allargate che garantiscono un’impronta a terra notevole e dunque stabilità in ogni condizione. Questo non basta ad eleggere l’ammiraglia Skoda come una sportiva, ma senza dubbio la presenza delle sospensioni attive e l’armonia telaistica rendono possibile godersi un percorso guidato in tutta scioltezza.