Presentazione

Sempre più lussuosi, “grossi” e accessoriati: così ci figuriamo solitamente i Suv e, soprattutto, se li immaginano i nemici giurati di questa categoria di veicoli. Tuttavia sappiamo bene come da qualche tempo vengano proposti modelli meno estremi, con ingombri minori e cubature dei motori più contenute, spesso nemmeno dotati della trasmissione a quattro ruote motrici che una volta era invece quasi il punto di partenza delle “derivate da off-road”. La nuova Kia Sportage si colloca a pieno titolo in questa condizione, in particolare il modello che abbiamo provato questo mese, vale a dire quella motorizzata con il più piccolo fra i turbodiesel in gamma: il CRDi 1.7 da 115 cavalli. Può sembrare poco potente per un’auto che, pur su un livello dimensionale ben inferiore alla “sorella” Sorento, raggiunge quasi 4 metri e mezzo di ingombro longitudinale (448 centimetri) per un peso dichiarato di 1500 kg. Del resto le dimensioni intermedie sono uno dei fattori che ha reso questo modello un “top seller” di categoria.

Ma è proprio questa la filosofia che sta alla base della Sportage CRDi 1.7: pochi fronzoli dal punto di vista tecnico meccanico — è una semplice trazione anteriore con cambio manuale a sei  rapporti — per concedere invece qualcosa di più in tema di dotazioni. Per le quali tuttavia, come vedremo, indulgere in certe “comodità” avrà la sua ripercussione economica. Magari non esagerata, ma pur sempre in controtendenza con quelle che presumiamo essere le aspettative di chi già in partenza mira ad una motorizzazione contenuta e non, per esempio, alla versione 2.0 con 185 cv, con la trazione integrale e magari anche il cambio automatico, che sulla 1.7 non è previsto. In ogni caso, ribadiamo, la giustificabile rinuncia a qualche surplus tecnico non significa che manchi la possibilità di qualche “sfizio” come le ruote da 19 pollici, montate di serie sull’allestimento Class della vettura provata, contro quelle da 16 e 17 pollici proposte rispettivamente sulle varianti Active e Cool.