Presentazione

A rubar loro la scena, negli ultimi tempi, ci sono i Suv “matrioska”: quelli di taglia sempre più piccola, ma ispirati nel design e nei contenuti ai fratelli maggiori. Costano meno e impegnano meno. Ma giocoforza offrono di meno, specie in termini di spazio. Il Suv di taglia grossa, però, non molla e i costruttori continuano a rinnovare e innovare, anche perché ci sono mercati in cui la richiesta per queste vetture è ancora molto elevata e anche in Italia stanno riguadagnando quote di mercato.

Quelle che abbiamo voluto mettere a confronto in queste pagine sono le più nuove proposte in materia. Nuove nel senso più stretto del termine, perché a ben pensare l'Audi Q7 e la Volvo XC90 erano i dinosauri di questo segmento: sono sulla scena da ben 10 anni (12 la Volvo) e a parte qualche piccolo aggiornamento di metà carriera non sono mai stati ritoccati profondamente. Almeno finora. Perché entrambi, in sostanza, dei precedenti modelli conservano soltanto la denominazione e nulla di più.

La Volvo in particolare è il modello simbolo del nuovo corso della Casa svedese: quello interamente gestito dalla proprietà cinese, quindi senza più alcun retaggio Ford, con una piattaforma modulare inedita, una nuova famiglia di propulsori 4 cilindri 2 litri diesel e benzina e un design che d'ora in poi caratterizzerà tutti i futuri modelli che nasceranno dopo la XC90. Per Audi vale circa lo stesso discorso. La Q7 porta al debutto la piattoforma modulare MLB di seconda generazione, ha uno stile completamente differente dal primo modello e in quanto a contenuti tecnici è senza dubbio il modello più avanzato dell'intera gamma Audi.

LE AFFINITÀ fra i due Suv sono maggiori di quel che si potrebbe pensare. Entrambi monolitici, con lunghezze a cavallo dei cinque metri (495 cm la Volvo, 505 l'Audi), possono avere 7 posti a sedere e, nel caso non ci sia bisogno di caricare persone, vantano bagagliai buoni per traslocare un monolocale in un sol colpo. Si pongono dunque anche nella stessa fascia di prezzo, con Volvo che in allestimento top Inscription e il diesel più potente da 225 cavalli costa 68.600 euro (ma il listino parte da 52.550 in versione base e diesel da 190 cv) e l'Audi che in allestimento Business Plus e motore V6 3 litri da 272 cv tocca quota 72.130 euro. Proprio il propulsore è la più evidente discriminante fra i due Suv. Volvo, nel nome del downsizing, non prevede motori diesel più grossi dei nuovi 4 cilindri 2 litri da 190 e 225 cavalli (rispettivamente siglati D4 e D5), mentre Audi offre unicamente il V6 3 litri TDI, qui in variante da 272 cv penalizzata dal superbollo, ma presto disponibile (settembre, a 60.800 euro) anche in versione depotenziata da 218 cv. Numeri e cavalleria a parte, fra un 4 e un 6 cilindri c'è una bella differenza e di questo ne parleremo ampiamente nelle pagine dedicate alla guida.

È LA VITA A BORDO che su questi due Suv rappresenta veramente una esperienza sensoriale di alto livello. Entrambi sono caratterizzati da scelte stilistiche e di arredo molto sofisticate, accogliendo quindi guidatore e passeggeri in ambienti realmente molto gratificanti sia dal punto di vista della qualità percepibile, sia del confort e dell'abitabilità. In plancia è un trionfo di display ad alta risoluzione: in entrambi i casi il cruscotto tradizionale è rimpiazzato da schermi da 12,3”, mentre a centro plancia ci sono due display pensati in maniera diversa: 9 pollici a sviluppo verticale su Volvo, 8,3” a scomparsa ed orizzontale su Audi. E due strade completamente diverse per l'utilizzo: il Sensus Connect di XC90 è interamente touch, mentre l'MMI Plus di Audi viene controllato dalla rotella con tasti fisici.

Una soluzione, quest'ultima, a nostro avviso più pratica. Perché una volta memorizzata la posizione dei tasti è possibile scorrere tutte le funzioni ed effettuare ciò che si vuole senza togliere mai lo sguardo dalla strada. Mentre con uno schermo touch, per qualsiasi operazione (la regolazione del clima o scegliere la modalità di guida) occorre sempre guardare dove punta il dito sullo schermo, con evidenti distrazioni durante la guida. Restando in tema di infotainment, risulta più efficace anche il Virtual Cockpit di Audi, perché oltre ad avere una risoluzione grafica superiore offre la possibilità di ridurre o ingrandire tachimetro e contagiri per vedere meglio la mappa o altre informazioni, al contrario di Volvo dove la grandezza dei due quadranti virtuali resta sempre tale e dunque le info al centro sono più limitate.

PER QUEL CHE riguarda la sistemazione di passeggeri e bagagli, problemi di spazio con questi due titani ce ne sono davvero pochi. Come detto possono entrambi avere la terza fila di sedili: 1.660 euro su Audi, 1.550 euro per Volvo. I due posti aggiuntivi scompaiono nel baule, a filo del piano di carico, e sulla Q7 possono essere reclinati o sollevati in maniera totalmente elettrica, con pulsantiere poste sia nel baule, sia nell'abitacolo. Se si intende utilizzarli, nel caso della XC90 la sistemazione a bordo è più agevole: lo spazio per le gambe è sufficiente, fino a 1,70 m di altezza non si rischia di toccare il padiglione e ci sono bocchette d'aerazione dedicate. Sulla Q7 invece lo spazio gambe è più limitato e le guide dei sedili stessi sono un ostacolo, mentre lo spazio in altezza è più o meno equivalente a Volvo. La seconda fila di sedili, formata in entrambi i casi da tre poltroncine reclinabili e scorrevoli, è più abitabile nel caso di Audi, con uno spazio gambe superiore di una spanna almeno. E anche in quanto a volumetria del baule, la Q7 garantisce circa 200 litri in più in qualsiasi configurazione.

DA SEGNALARE, infine, i preziosi aiuti di guida su cui questi due Suv possono contare. Dispositivi che oggi si trovano anche su vetture di livello inferiore, ma qui sono proposti in varianti ancor più sofisticate. Il sistema di rilevamento della stanchezza del guidatore, di serie su entrambe, nel caso di XC90 risulta molto preciso e arriva addirittura a suggerire l'albergo o la piazzola più vicini alla propria posizione per schiacciare un pisolino. Ancora, il regolatore di velocità attivo con radar, disponibile su tutte e due, sulla Q7 è dotato anche di assistente alla guida in colonna: fra i 0 e i 65 km/h, se c'è traffico intenso, oltre ad accelerare e frenare autonomamente, la vettura gestisce lo sterzo basandosi sul traffico delle altre vetture, sensori e telecamere. Un altro piccolo passo verso la guida autonoma...