Presentazione

Vuoi che la gente ti guardi con uno stupore scomposto da B-movie giapponese appena esci dal box? Allora comprare un’Astra potrebbe non essere la soluzione più redditizia. A parte il periodo 1984-1991, durante il quale la Kadett E (all’epoca il nome Astra era riservato alla versione inglese marchiata Vauxhall) sembrava il prodromo della “primavera” stilistica di Rüsselsheim, la Opel ha sempre preferito l’“understatement” per il suo prodotto di punta e non rinnega questa filosofia neanche in questa quella che, limitandosi ai tempi moderni, gli storici definirebbero la decima generazione.Peccato: quest’Astra avrebbe meritato un approccio più audace e valorizzante, perché è ricca di contenuti – come la precedente, del resto – ma, soprattutto, ha capitalizzato le critiche alle esagerazioni dimensionali del passato recente e sfoltito cm e kg fino a diventare una delle auto più maneggevoli e divertenti del suo genere.

LA GUARDI e la giudichi moderna, equilibrata, piacevole. Poi la riguardi, la guardi ancora, la guardi meglio e la parte carognesca che tutti abbiamo nel profondo comincia a chiedersi se in quei 7,1 km che, nel comprensorio demaniale di Rüsselsheim, separano la sede storica della Opel dallo Hyundai Kia European Technical Center, non abbia per caso avuto luogo una spy story o qualcosa del genere. Ma, ironia a parte, resta il fatto che, al suo passaggio, difficilmente qualcuno sobbalzerà e alzerà le braccia al cielo esclamando: «Perbacco, ma quella è la nuova Astra…!» Tutt’altro livello partecipazione emotiva potrebbe invece derivare dal leggerne le caratteristiche.

ORA È PIÙ CORTA di 5 cm, ma anche leggermente più bassa e stretta. Ciononostante, ha più spazio per le gambe di chi sta dietro e per le teste di chi sta davanti, non ha perso volume nel bagagliaio e pesa nettamente meno. Può montare accessori da ammiraglia come i proiettori completamente a Led (roba da Audi A8) e i sedili anteriori riscaldabili, ventilati e massaggianti, ma la “chicca” - della quale parliamo più diffusamente al capitolo successivo - è il sistema OnStar di assistenza telefonica 24 ore su 24, che è di serie sul nostro allestimento Innovation. Per ora la nuova Astra è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte a prezzi che vanno da 17.600 a 27.000 euro, ma a marzo sarà in consegna anche station Sports Tourer, esattamente a 1000 euro in più a parità di motore e allestimento.

IN ITALIA è il turbodiesel 1600 CDTi da 110 cv a riscuotere più interesse, ma se avessimo sottomano i 700 euro in più necessari per passare alla versione 136 cv di questa prova, non esiteremmo a gettarli sul piatto.

La Opel Astra è tra le primissime auto di questa categoria a rendere disponibile Apple CarPlay per collegare un iPhone alla vettura e gestire tutto tramite lo schermo e l’interfaccia vocale Siri. Questa interfaccia è apparsa per la prima volta sulla Ferrari FF 18 mesi fa (in virtù di una esclusiva stretta fra Montezemolo e Eddie Cue, vicepresidente Apple che siede anche nel Cda del Cavallino) e poi gradatamente si è estesa a tante altre marche. L’Astra è tra le prime che ne ha beneficiato perché la Opel, con la sua nuova compatta ha voluto dare una forte sterzata verso la multimedialità e la connettività di bordo. Non c’è solo CarPlay e Siri sull’Astra, ma anche il sistema On Star e la app My Opel per gestire funzioni dell’auto a distanza via internet. La chiave di questa connessione globale della Astra si chiama IntelliLink, che è il sistema multimediale di bordo che “dialoga” col mondo telematico.

IntelliLink nell’ultima versione, quella sull’Astra, è predisposto per Apple CarPlay (e in futuro lo sarà per Android Auto): basta attaccare un iPhone (dal 5 in su) con il cavetto e sullo schermo scomparirà la normale videata e apparirà quella a icone colorate di CarPlay. A quel punto potete gestire l’iPhone dal display toccando le icone o usando l’assistente vocale Siri. Già, perché CarPlay per non distrarre chi guida, induce a usare la voce per telefonare, dettare messaggi, lanciare la musica. PER un’immersione completa nella multimedialità c’è On Star, l’assistente a distanza Opel. Schiacciando un tasto vi collegate via telefono con gli assistenti di On Star (a Londra) e una voce italiana risponderà a tutti i vostri quesiti. On Star è strategico in caso di incidente: quando i sensori rilevano lo scoppio degli airbag, vi chiama automaticamente. Se rispondete, invia l’assistenza tecnica; se non rispondete, attiva il soccorso medico dando la vostra posizione al 118.

Infine potete scaricare sull’iPhone l’app My Opel che permette di interagire con l’auto a distanza: spegnere le luci o verificare livello olio e pressione gomme. Siete all’estero e volete verificare se avete chiuso l’auto? Potete bloccare le porte con My Opel dal telefonino. Funziona via internet, basta che siate sotto rete 3G. Per avere CarPlay serve il sistema IntelliLink che è gratuito sulla versione Innovation, mentre su Elective è un optional da 670 o 800 euro (senza o con navigatore). L’abbonamento On Star è gratuito il primo anno, poi costa 99 euro.

Alberto Sabbatini