Presentazione

La RCZ lascerà il posto vacante, a fine carriera, in qualità di ambasciatrice di passione e “diversità” nell’ampia gamma del costruttore generalista francese; ma un’altra sfida – forse ancor più ambiziosa – ha trovato modo di svilupparsi proprio nella gamma intermedia e di più ampia diffusione della marca, quella della 308. Che eredita dalla bella coupé nella sua veste più aggressiva, la R, il gruppo motore-trasmissione più potente con il 1.6 THP Turbo da 270 cv, per dar vita alla “nostra” 308 GTi: sigla storica per la marca transalpina che comporta il riferimento a modelli indimenticabili per carattere e dinamismo. Un trapianto col solo scopo di vivacizzare e nobilitare la gamma della berlinetta, oppure capace di conservare anche qui piena autorevolezza? Servono carattere e caratteristiche inquadrate da una certa personalità, ed è però il caso di questa francese pepata: strappata alla sua dimensione più familiare dalle cure speciali del reparto corse Peugeot Sport, che l’hanno resa capace di passare dalla guida normale a quella più dinamica e impegnata con notevole armonia.

La 308 di punta spicca dunque per il carattere a doppia velocità; il senso dell’anima duplice si riunisce nel concetto di berlinetta razionale ed al tempo stesso emozionale.

Capace di guadagnare i galloni di un piacere di pilotaggio intenso, pur senza vantare fascino e seduzione di una coupé necessariamente più esclusiva. Prendendo spunto dai contenuti “eterni” di una Golf GTI, riferimento storico di sportività “urbana”, ma di qui spingendosi oltre nel concetto di berlinetta totale: merito in gran parte della meccanica di punta (c’è pure la GTi calmierata a 250 cv, che non paga il superbollo) completa di differenziale autobloccante Torsen, che autorizza una guida impegnata capace di varcare i confini dell’ordinario.