Presentazione

Che sia stata una sorta di rivalsa non è dato sapersi. Quel che è certo è che a partire dalla Boxster, tecnici e ingegneri Porsche si sono potuti confrontare con un “vero” foglio bianco. Non dovendo così sottostare alle rigide regole del motore a sbalzo imposte dal modello 911. Come la storia ci insegna, sono state diverse le auto della Casa tedesca che hanno contravvenuto questo principio, ma Boxster e di seguito Cayman, sono le più rappresentative dell'epoca moderna. E quando non spetta alla storia mettere in difficoltà chi di lavoro fa il progettista, ci pensano le severe normative che regolano le emissioni inquinanti a giocare un altro tiro mancino a quelli di Zuffenhausen.

Ma per gente che non può stare senza prestazioni, la soluzione migliore si è palesata giocando la carta dei cilindri: minore sarà il numero, maggiore sarà la necessità di provvedere ad un sistema di sovralimentazione. Ed ecco svelate al pubblico le nuove 718 Boxster e 718 Cayman. La denominazione numerica non è casuale e rimanda alla tradizione sportiva Porsche, quando il modello 718 trionfava alla mitica Targa Florio, sfruttando “l'esperienza” di un motore quattro cilindri boxer di 1,5 litri.

Un ampio preambolo per introdurre la protagonista della nostra prova: la 718 Cayman S. Ossia la versione più sportiva della nuova generazione della coupé tedesca.