Walter De Silva non ha mai avuto dubbi, quando gli chiedevano quale fosse l'auto più bella che avesse mai disegnato: Audi A5. Una prima generazione più che mai longeva, lanciata nel 2007 e ristilizzata nel 2011, sempre attuale nella sua eleganza e sportività. Ora è tempo di cedere il passo alla seconda serie, che verrà svelata il prossimo 2 giugno con un evento dedicato all'Audi Forum di Ingolstadt, caratterizzato da giochi di luce tridimensionali, realizzati dal gruppo ungherese Maxin10sity. 

Cosa attendersi sotto il profilo tecnico? Anzitutto un pianale alleggerito, l'MLB Evo già adottato per Audi A4. I muletti della coupé, cabrio e della Sportback cinque porte hanno già macinato chilometri su chilometri al Nurburgring e su strada, offrendo le prime indicazioni sullo stile e le proporzioni che contraddistingueranno la coupé tedesca, seppur sotto le camuffature di rito. La sensazione è che la nuova A5 avrà un passo più ampio degli attuali 2 metri e 75 centimetri, mentre il design è destinato a seguire una strada fatta di maggiori geometrie e spigolosità, a cominciare da calandra e gruppi ottici, così come un anteriore più aggressivo nelle forme del paraurti. 

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Nuova disposizione anche per gli specchietti, con supporto sulla portiera e non più sul triangolo del montante A, così come di chiara ispirazione Audi A4 saranno i fari posteriori. All'interno, una plancia disegnata per enfatizzare le linee orizzontali, un tunnel ampio e senza un diretto raccordo con la console centrale. Il 2 giugno verrà presentata la coupé, in seguito sarà la volta della cabrio con capote in tela e della Sportback. 

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