Dazi sulle auto cinesi, l'Europa ha deciso: ecco quanto incideranno

I modelli Byd, Geely e Saic, alla luce dell'indagine sui sussidi statali di cui beneficiano i costruttori cinesi, saranno colpiti da dazi sull'esportazione in Europa fino al 38,1%

Dazi sulle auto cinesi, l'Europa ha deciso: ecco quanto incideranno

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 12 giugno 2024, 17:46 (Aggiornato il 13 giu 2024 alle 10:21)

A distanza di quasi 2 mesi dalla lettera con la quale la Commissione europea sollecitava Byd, Saic e Geely a collaborare all'indagine sul sostegno statale ricevuto alla produzione e fornire informazioni relative alle operazioni e alla catena di approvvigionamento di materie prime, ecco arrivare i dazi sulle auto elettriche.

Il provvedimento è stato annunciato a pochi giorni dai risultati elettorali che hanno rinnovato il Parlamento e dovrà portare alla nomina di una nuova Commissione, l'organo cruciale delle politiche europee.

Una misura, l'imposizione dei dazi sulle auto cinesi, adottata dalla Commissione guidata ancora da Ursula von der Leyen. Arriva a imporre dazi pesanti, fino al 38%. Sarà la percentuale massima prevista sulle vendite di modelli cinesi in Europa, imposta a chi non ha collaborato all'investigazione sulle pratiche commerciali e i sussidi di Stato ricevuti in Cina. 

Saic, Geely e Byd: dazi differenti

Le compagnie che hanno collaborato all'investigazione, condotta negli mesi scorsi, subiranno dazi nella misura del 21%. Si tratta di valori che vanno a sommarsi alle tariffe previste per la vendita di veicoli prodotti al di fuori dell'Europa, attualmente al 10%.

In concreto, i modelli del Gruppo Saic (MG è uno dei brand commercializzati in Europa) saranno colpiti dai dazi supplementari del 38,1%, quelli del Gruppo Geely del 20% e Byd con dazi del 17,4%. 

La misura dei dazi annunciati è stata criticata dalle voci della politica in Germania, secondo quanto riporta Politico. Germania attenta all'export verso la Cina. A Pechino, intanto, secondo i rumours si prospetta la possibilità di rispondere a una guerra commerciale, intervenendo tra gli altri, nei settori dell'aviazione e dei prodotti alcolici, esportati dall'Europa.

La reazione in Cina: misura protezionistica

Una risposta ufficiale, da parte della Camera di commercio cinese presso l'UE, riportata da Politico, dichiara "shock, grave delusione e profonda insoddisfazione per questa misura protezionistica.

(...) l'indagine anti-sussidi è una caccia alle streghe. I dazi rappresenterebbero un serio ostacolo al mercato".

L'entrata in vigore dei dazi è prevista a partire dal 4 luglio prossimo, provvedimento che dovrà prima essere votato dagli Stati membri.

Con l'imposizione dei dazi, provvisori, ha commentato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, il "nostro obiettivo non è chiudere il mercato europeo ai veicoli elettrici cinesi, ma garantire che la concorrenza sia leale".

Dazi per tutelare l'industria europea e i posti di lavoro

Secondo l'indagine condotta dalla Commissione Europea, in assenza di un intervento in risposta ai sussidi statali di cui beneficiano i costruttori cinesi - alterando la concorrenza in Europa -, sarebbero a rischio nel Vecchio Continente 2,5 milioni di posti di lavoro diretti nell'industria dell'auto e 10,3 milioni indiretti. 

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