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Incentivi auto 2025, Federauto e Unrae: no all'eco-score, escluderebbe due terzi dell'immatricolato

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 18 settembre 2025, 15:34
I 600 milioni di euro stanziati in incentivi alla rottamazione di auto termiche, per l’acquisto di modelli elettrici, attendono l’avvio della piattaforma di prenotazione, che dovrebbe partire da metà ottobre. Un’attesa che si somma ai numerosi requisiti per poter beneficiare del contributo, tra fasce di reddito ISEE, città di residenza, registrazione necessaria sul portale strutturato da Sogei.
No a ulteriori vincoli: l'eco-score
Un’attesa che registra la richiesta avanzata da Federauto e Unrae al ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin. Ovvero: non introdurre un ulteriore requisito per filtrare i modelli beneficiari degli incentivi. L’eco-score. Il meccanismo è in vigore in altri Paesi europei, come la Francia ed esclude di fatto le auto elettriche prodotte in Cina, poiché nel “punteggio” ecologico comprende l’origine della produzione del veicolo e il trasporto verso i mercati di commercializzazione.
Nello specifico, l'eco-score francese calcola le emissioni di CO2 legate alla produzione del veicolo e, nello specifico, considera: luogo di assemblaggio, numero dei posti a sedere del modello, volume e peso dei materiali, caratteristiche della batteria, trasporto e distanza percorsa tra luogo della produzione e luogo della commercializzazione.
Se applicato, molti modelli elettrici fuori dai giochi
Secondo le due associazioni, che rappresentano la distribuzione, il commercio e l’assistenza nel settore automotive italiano, “la ventilata adozione del modello francese di Eco-score – che considera esclusivamente la fase di produzione e trasporto dei veicoli, senza includere l’intero ciclo di vita – risulterebbe inopportuna, discriminatoria e controproducente.
Dalle analisi emerge infatti che l’applicazione automatica del sistema francese comporterebbe l’esclusione di numerosissimi modelli disponibili nei listini delle case costruttrici, riducendo drasticamente la scelta per consumatori e aziende, e mettendo a rischio la capacità di spesa delle risorse stanziate (quasi 600 milioni di euro)”.
Ricordiamo con tra i filtri per i modelli beneficiari degli incentivi vi sia il limite del prezzo, 35 mila euro più iva (42.700 euro iva inclusa), IPT e optional esclusi. I modelli elettrici prodotti in Europa non mancano, tuttavia nella fascia più accessibile del mercato, sono numerosissime le proposte prodotte in Cina e importante in Europa. Una condizione che, in presenza di un eco-score di ispirazione francese, escluderebbe tali modelli dalla platea dei beneficiari degli incentivi.
Un sistema discriminatorio
Federauto, associazione che riunisce i concessionari d’auto, e Unrae - l’assocostruttori esteri -, sottolineano nella lettera inviata al ministro dell’Ambiente come “un vincolo di tal genere presterebbe il fianco a discriminazioni difficilmente sostenibili sul piano tecnico e giuridico. Nella media del mercato BEV i modelli potenzialmente esclusi rappresentano il 66,5% del totale immatricolato nei primi otto mesi del 2025, ma la situazione delle singole case risulta fortemente eterogenea: si va da operatori che non subirebbero alcuna decurtazione ad altri che vedrebbero completamente azzerata la propria offerta di prodotto incentivata, generando così una chiara distorsione della libera concorrenza.
Le conseguenze sarebbero fortemente negative non solo per gli acquirenti, ma anche per concessionari, officine, fornitori e componentisti, con i relativi inevitabili effetti sull’occupazione.
Un sistema di Eco-score ambientalmente efficace e legalmente inoppugnabile richiederebbe una radicale revisione dello schema francese, con tempistiche incompatibili con le esigenze del mercato e gli obiettivi del Ministero stesso. Per questo motivo, Federauto e Unrae invitano il ministro a non introdurre l’Eco-score e sollecitano l’attivazione urgente della piattaforma informatica Sogei per consentire al più presto l’avvio delle prenotazioni dei bonus, ponendo fine alla paralisi che blocca il mercato da mesi e garantendo la ripresa tempestiva e ordinata delle attività degli operatori del settore”.
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