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Elkann: regole sbagliate dall'Europa, il mercato non è pronto per l'elettrico

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 25 novembre 2025, 14:38 (Aggiornato il 27 nov 2025 alle 09:33)
Stile e pianale della 500 elettrica ma, sotto al cofano, il mille benzina aspirato da 65 cavalli già noto su Fiat Pandina. Un mild hybrid semplice, per rilanciare la Fiat 500 dopo il taglio dettato dalle normative sulla cybersicurezza e lo stop della produzione in Polonia. Accadeva nell’estate del 2024, poco dopo aver deciso il rilancio della 500 sul pianale dell’elettrica, con la medesima tecnologia di infotainment e Adas, solo in una forma potenzialmente di maggior successo. Termica mild hybrid, per un modello a vocazione puramente urbana.
La presentazione della 500 Ibrida è stata l’occasione per tornare sui temi decisivi che sono in discussione in Europa e vedranno, il prossimo 10 dicembre, il pacchetto di misure presentato dalla Commissione su come rivedere il percorso di decarbonizzazione (leggi: passaggio al solo elettrico) dal 2035.
Libertà di scelta per i clienti
John Elkann ha sottolineato il punto della libera scelta degli automobilisti, di chi rappresenta il mercato di riferimento delle case auto. Antonio Filosa, in occasione della nomina ad amministratore delegato di Stellantis, aveva sottolineato un aspetto non secondario delle future strategie del Gruppo: tornare a fare le macchine che vogliono i nostri clienti.
“Il lancio di oggi della Fiat 500 ibrida è un chiaro segnale che il nostro impegno per queste libertà rimane forte come sempre. Un’auto che sappiamo essere molto amata dai nostri clienti. Un'auto molto desiderata da tanti, che vogliono la 500, ma che, nello stesso tempo, non tutti vogliono la 500 elettrica”, ha commentato Elkann. “Vorrei essere chiaro. La nostra fiducia in un futuro elettrico rimane immutata. Quando è arrivato il momento di intraprendere il percorso verso le emissioni zero, abbiamo risposto alla chiamata, e in nessun altro luogo più che qui a Torino.
Abbiamo fatto di tutto per essere 'pronti per il futuro', così come i nostri colleghi dell'industria europea. Ma se siamo pronti, il mercato certamente non lo è. E per mercato intendo le persone, i clienti....la maggior parte dei nostri clienti ha inviato un messaggio chiaro. Non sono disposti a farsi dire quale auto acquistare. Vogliono riavere la loro libertà di scegliere l'auto più conveniente per loro”.
Regole fatte da altri alla prova della realtà
Riprendendo le parole di un ex a.d. Stellantis, è l’Europa - la politica europea - ad aver creato il problema dell’elettrico e l’Europa dovrà risolverlo. Quella soluzione è attesa il 10 dicembre e prevedibilmente conterà delle eccezioni al divieto di vendita di auto non a emissioni zero dal 2035. Molto altro è in gioco, specialmente gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 nel 2030 chiesti alle case auto, che spingono per un obiettivo di riduzione da rendere progressivo e con un rispetto delle normative nell’arco di un triennio. La replica, quindi, dello schema votato per il periodo 2025-2027, per rientrare negli obiettivi inizialmente fissati al 2025.
“La nostra responsabilità è sempre stata e sarà sempre quella di operare nel modo migliore, nel rispetto di tutte le regole. Regole che non facciamo noi e che la realtà sta dimostrando che sono sbagliate”, ha aggiunto Elkann. “Ovvero non sono adeguate allo scopo per cui sono state scritte: una transizione efficace e sostenibile da un punto di vista sociale ed economico che i cittadini europei possano abbracciare. Semplicemente non riconoscono la realtà sul campo”.
Elettrificazioen realistica e produzione europea
In sede europa, nel dialogo tra istituzioni, industria dell’auto e portatori d’interesse sia dell’industria che delle istanze di tutela dell’ambiente, le posizioni emerse in questi mesi sono state tutt’altro che convergenti. Lo ha ricordato recentemente il Commissario Sejourne e tanto basta per procedere verso un pacchetto di misure che dovrà essere un compromesso in grado di scontentare il meno possibile ogni attore in campo.
“(…) Insieme al governo italiano abbiamo insistito affinché quelle regole fossero modificate rapidamente. Non per frenare l'elettrificazione, ma per attuare un piano realistico che consenta di raggiungere gli obiettivi di elettrificazione in modo da rafforzare l'Europa come produttore, invece di ridurla a un mercato per altri”, ancora Elkann.
“Noi e i nostri colleghi abbiamo intrattenuto un dialogo intenso con la Commissione europea durante tutto l'anno e a tutti i livelli. Si è trattato di scambi apprezzati, franchi e aperti, che hanno presentato i fatti reali così come li viviamo noi, i nostri clienti e tutto il nostro ecosistema. Come industria, abbiamo elaborato un pacchetto di proposte positive concrete, prontamente realizzabili e di buon senso, che, insieme, possono iniziare a risollevare l'industria automobilistica europea da quello che rischia di essere un declino irreversibile, pur continuando a perseguire gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione della Commissione.
Siamo ancora fiduciosi, e per il bene della nostra industria dobbiamo esserlo, che la Commissione possa condividere questo obiettivo essenziale in tempi e modalità̀ congrue”.
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