Esclusiva, intervista al Ministro Urso: "Pacchetto Automotive, si può fare di più"

Il 2035 fa meno paura all’industria automotive dopo la revisione ai regolamenti sulle emissioni allo scarico fatti dalla Commissione Europea? Forse, o almeno in parte. Nell’intervista, il Ministro Urso ci ha raccontato come si è arrivati a questa mediazione, che non è ancora definitiva...

Esclusiva, intervista al Ministro Urso: "Pacchetto Automotive, si può fare di più"

Michele SalvatoreMichele Salvatore

Pubblicato il 15 gennaio 2026, 11:15 (Aggiornato il 16 gen 2026 alle 09:13)

Addio al blocco ai motori a combustione interna o, almeno, in parte. L’Europa ha rivisto i suoi piani sul tutto elettrico a partire dal 2035 dopo un bagno forzato nella realtà di un mercato che le BEV non le vuole a meno di contributi statali strutturali, ma soprattutto dopo aver sbattuto contro una crisi quasi senza precedenti dell’industria automobilistica. Le Case, comunque complici per aver alzato la voce troppo tardi, hanno così ottenuto una riduzione dal 100 al 90% delle emissioni, potendo così far rientrare in quel 10% di compensazione vetture ibride di nuova generazione e alimentazioni alternative come biocarburanti ed e-fuels. Risultati parziali, ma un punto di inizio, ottenuto anche grazie alla mediazione del Governo italiano e con il “non paper” con le proposte per risollevare l’automotive, sostenuto alla fine del suo percorso da 15 Paesi dell’Unione. Una vittoria, seppur ancora parziale: Gruppi come BMW e Mercedes hanno accolto con favore le modifiche, mentre sono arrivati dubbi da Stellantis che ha ritenuto il pacchetto non risolutivo per furgoni e auto economiche, chiedendo maggiore sostegno e tempi più lunghi. Il lavoro da fare, dunque, è ancora tanto come ci ha raccontato in questa intervista il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

L’Europa cambia marcia sul tutto elettrico, quali sono stati i passi per arrivare a questa decisione?

«È stata decisiva l’alleanza che abbiamo realizzato tre mesi fa con la Germania, formalizzata in un documento congiunto con il ministro dell’Economia tedesco Katharina Reiche. Una linea condivisa e ribadita dal cancelliere Merz e dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che hanno espresso posizioni convergenti in due distinte note indirizzate alla presidente della Commissione von der Leyen. Insieme ai nostri alleati esprimiamo così la maggioranza degli Stati membri. Ma la battaglia è appena iniziata. Abbiamo aperto una breccia, ora dobbiamo abbattere il muro dell’ideologia. Vi è ancora tanto da fare».

L'intervista completa è sul numero di AUTO in edicola, oppure qui in edizione digitale

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