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BMW M2, arriva il Track Kit M Performance: costa quanto un'utilitaria

Fabiano Polimeni
Pubblicato il 3 marzo 2026, 11:26
Oltre ai cavalli c’è di più. E nel caso di BMW M2 arriva sotto forma di Track Kit M Performance, con dettagli che risaltano le caratteristiche della supersportiva e la rendono ancora più adatta a performare in pista.
I 480 cavalli del 3 litri sei cilindri twin turbo non cambiano, tantomeno la trasmissione automatica 8 marce. Quel che si aggiunge con 23.500 euro (prezzo annunciato per il mercato tedesco, più tasse e montaggio) è una nuova veste aerodinamica insieme a un assetto più centrato per le esigenze in pista.
I particolari del M Performance Track Kit in fibra di carbonio che spiccano sono lo splitter anteriore regolabile manualmente e i flics, i deviatori di flusso posti davanti alle ruote anteriori. Questi sono davvero molto pronunciati, così da produrre un po' di carico sull'avantreno.
Aerodinamica regolabile anche dietro
Estendere lo splitter permette di veicolare l’aria nel sottoscocca, beneficiare di una funzione di raffreddamento del radiatore dell’olio e velocizzare i flussi estratti in coda. L’ala posteriore è un elemento a collo di cigno, ispirata alle BMW M4 GT4 e GT3, e con la possibilità di registrare su due posizioni il bordo d’attacco. È la parte più avanzata del flap e variandone l’incidenza varia anche il carico aerodinamico prodotto.
Non è l’unica regolazione possibile, vista l’escursione longitudinale di 50 millimetri dell’intero profilo. Pensato per una Race Mode fruibile solo in pista, arretrare il profilo dell'ala permette di spostare il centro di pressione indietro, assicurando così maggiore stabilità dell’asse.
È una configurazione ammessa solo in pista, poiché per rientrare nell’omologazione su strada il profilo aerodinamico non può sporgere oltre l’ingombro della vettura in lunghezza. Dal mese di luglio sarà disponibile anche uno scarico alleggerito di 8 kg, con terminali in carbonio e titanio (8.350 euro il prezzo).
Sospensioni coiloverc
Le sospensioni coilover permettono di regolare la rigidità degli ammortizzatori in compressione ed estensione, lavorando a 4 vie, quindi a basse e alte frequenze. In aggiunta, l’altezza da terra è regolabile fino a un massimo di 2 centimetri di riduzione ulteriore rispetto all’assetto base della M2. Sono stati rivisti anche i supporti degli ammortizzatori, il tutto con l’obiettivo di migliorare il dialogo tra scocca e ruote, che si traduce in sensazioni trasmesse al guidatore.
Fin qui le novità al debutto tra pochi mesi. Spostando l’orizzonte al 2027, invece, per la M2 sarebbe in arrivo anche una versione quattro ruote motrici xDrive. Una prima volta per la più piccola delle BMW M, finora sempre ancorata alla trazione posteriore, con cambio automatico o manuale.
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