Pneumatici, tutti i miti da sfatare riguardo età, pressione e aderenza

In pista a Varano de’ Melegari per scoprire come reagiscono le gomme in funzione dell’età e della pressione di gonfiaggio
Pneumatici, tutti i miti da sfatare riguardo età, pressione e aderenza

Roberto GurianRoberto Gurian

Pubblicato il 29 maggio 2026, 17:45 (Aggiornato il 30 mag 2026 alle 08:26)

Le gomme non sono semplicemente rotonde e nere ma, se utilizzate correttamente, una vera e propria ancora di sicurezza per chi guida. Punto di contatto tra la vettura e la strada, gli pneumatici sono determinanti in fatto di tenuta di strada.  Attorno alle gomme sono nate, con il tempo, alcune convinzioni che Assogomma ha voluto sfatare con prove pratiche in pista a Varano de’ Melegari.

L’associazione che rappresenta le industrie di gomma, cavi elettrici e affini ha infatti organizzato una giornata sul circuito sede abituale dell’Alfa Rome Driving Academy con alcuni test specifici. 

Secondo Assogomma, il primo mito da sfatare è quello della differenza di prestazioni in funzione dell’età delle gomme. Utilizzando due Giulia Quadrifoglio identiche, equipaggiate con due treni di pneumatici uguali, uno del 2025 e uno prodotto nel 2023, le differenze degli spazi d’arresto in fase di frenata sono minime. In media 10 centimetri dopo una lunga serie di ripetizioni, a favore dell’uno o dell’altro treno da 50 o 70 km/h di velocità.

Particolarmente utile è la raccomandazione a gommisti e clienti di montare le gomme più nuove (o comunque con maggiore aderenza) al retrotreno anziché all’avantreno, come succede molto spesso. La prova in curva a 80 km/h su fondo bagnato con le Mito (e sistemi di sicurezza disinseriti) evidenzia come la minore aderenza al posteriore possa indurre a sbandate del retrotreno che, come noto, sono più difficili da controllare del classico sottosterzo da trazione anteriore.

Estremamente interessante è poi verificare la differenza di consumo tra pneumatici gonfiati a pressioni ottimali e le stesse gomme con una pressione ridotta di 0,5 bar. Come sanno i ciclisti che fanno più fatica a pedalare con pressioni basse, lo sforzo supplementare del motore comporta consumi di carburanti più elevati del 12/15%, come emerso da 10 giri di pista a parità di vettura e di guidatore sul circuito di Varano. Un ulteriore test di maneggevolezza attorno ai birilli di uno slalom permette inoltre di verificare un comportamento più stabile e preciso con le gomme gonfiate correttamente. Questo con la raccomandazione di controllare il più spesso possibile la pressione degli pneumatici della propria vettura.

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